Facebook è una delle piattaforme Web più utilizzate, milioni di persone ogni giorno trascorrono almeno un’ora della propria vita sul social network di Zuckerberg. Negli scorsi giorni è stato annunciato un importante cambio di algoritmo: cosa verrà modificato? Chi sarà favorito e chi invece pagherà il prezzo da questa decisione?

Facciamo un passo indietro e definiamo l’obiettivo per cui è nato Facebook: connettere le persone, favorire la creazione di rapporti d’amicizia e generare, in sintesi, una grande community globale in cui condividere passioni, emozioni, creazioni etc. Con l’ampliarsi della popolazione media, Facebook è diventato “terreno di caccia” per gli addetti marketing di ogni settore, dall’elettronica alla ristorazione, passando per i siti di editoria e persino per la politica che passa sempre più per i Social Media.
Zuckerberg sembra non aver particolarmente apprezzato questa deriva “commerciale” e quindi ha deciso di cambiare l’algoritmo con l’obiettivo di riportare in auge i contenuti condivisi da amici e parenti piuttosto che quelli pubblicati da pagine e simili.

Insomma, la nostra bacheca (o news feed in lingua inglese) sarà più ricca di post di amici mentre per scovare i post delle pagine dovremmo cercali manualmente, dato che saranno molto meno visibili. Il mondo del Web si è subito agitato alla notizia di questo importante cambiamento dell’EdgeRank (questo è il nome dell’algoritmo di Facebook), celebrando già il funerale delle pagine se queste decidono di non sponsorizzare.
Proprio la sponsorizzazione, ossia pagare Facebook affinché un post sia più visibile, potrebbe essere une delle soluzioni più semplici al cambio di algoritmo. Molti hanno subito gridato allo scandalo, accusando Zuckerberg di cambiare l’Edge Rank solo e soltanto per aumentare le entrate di Facebook grazie a un aumento delle sponsorizzazioni. Forse la reazione è stata esagerata, ma un fondo di verità c’è.

Dunque, pagare è l’unica soluzione per rimanere visibili su Facebook? Niente affatto. In questa versione aggiornata di Facebook diventeranno sempre più importanti due elementi: gli influencer, gli esperti del settore e i gruppi.
Gli influencer saranno particolarmente utili dato che, di solito, possiedono enormi liste amici  ergo possono fungere da canale di condivisione importante per news, prodotti commerciali e affini. Già adesso l’influencer è ricercato proprio per il vasto seguito, adesso lo sarà ancora di più.
Gli esperti del Web marketing e della gestione Social Media dovranno individuare nuove strategie per rendere visibili le pagine senza spendere un patrimonio, insomma sarà necessario aguzzare l’ingegno e capire i nuovi trend virali.
Infine, i gruppi Facebook saranno sempre più il luogo ideale dove condividere un qualcosa, esaltando ancora di più il loro ruolo di community e di luogo virtuale di ritrovo per appassionati e interessati di un determinato argomento.

Dulcis in fundo, la manovra Zuckerberg andrà a beneficio di un altro social di “casa” Facebook ossia Instagram. Grazie al sistema di hashtag e al grande potere delle immagini, Instagram ha già catturato milioni di persone, tra cui si contano svariati “vip” molto attivi, grazie a un ottimo sistema di condivisioni, che strizza l’occhio alla concorrenza (leggasi Twitter), basato proprio sugli hashtag, diventati vero e propio strumento di ricerca riguardo a temi, eventi personalità. Instagram potrebbe diventare un ottimo canale in cui investire anche per efficaci campagne di marketing e di “influencing”, anche perché questo social dall’infrastruttura immediata (lo dice il nome stesso) è molto popolare tra i giovanissimi, quasi più di Facebook.

Insomma, il buon “vecchio” Zuckerberg merita la gogna? Sta ammazzando la vita delle pagine Facebook? Personalmente ritengo che questa decisione non sia particolarmente positiva, tuttavia non è nemmeno l’apocalisse decantata da alcuni che cedono al panico o al desiderio di fare allarmismo (che vende sempre). La vera soluzione è adattarsi, essere dinamici e pronti ad accogliere il cambiamento, insomma fare ciò che ha permesso alla razza umana di dominare il pianeta Terra negli ultimi 150mila anni.

Continuate a seguirci sul nostro sito.