Il momento più temuto dagli amanti della tecnologia è il giorno in cui scadono i 24 mesi di garanzia. In quanti hanno visto i loro amati dispositivi iniziare ad avere problemi subito dopo il fatidico giorno?

“E ti pare! Ora che è scaduta la garanzia!” Un classico!

Ma c’è chi, come noi, si consola aspettando questo momento con il pensiero che finalmente potrà smontare e prendersi cura personalmente dei propri beni tecnologici. Siamo i cosi detti “smanettoni“, coloro a cui piace curiosare e toccare con mano quello che la tecnologia moderna ci porta!

Per il bene di questa curiosità e della scienza, abbiamo (finalmente) messo mano su ciò che c’è oltre l’oscura scocca della nostra Xbox One Day One Edition! Questo perché, oltre ad essere curiosi come furetti, vogliamo vedere come Microsoft ha organizzato la sua console next gen in confronto alla vecchia e problematica Xbox 360.

Ovviamente, ma ribadirlo fa bene,  quello che vedrete di seguito invalida la garanzia se ancora presente e se non siete in grado di eseguire certi lavori, NON fatelo!
Il 17K Group non si assume nessuna responsabilità nel caso decidiate di imitarci, con il rischio di danneggiare la console!
Inoltre, questa non vuole essere una guida, ma solo un modo per darvi la possibilità di buttare un’occhio all’interno della Xbox One!

Cominciamo!

Una volta sganciate le varie clip che tengono insieme la scocca ecco cosa ci troviamo di fronte. Sul lato sinistro del case metallico troviamo, in basso lo speaker, in alto la scheda Wi-Fi.
E si, quella sotto è una bellissima tovaglia.

xbox one teardown

Dopo aver rimosso le viti, possiamo sollevare la parte superiore del case e finalmente ammirare l’interno della console! Sulla sinistra il lettore blu-ray, sulla destra la ventola installata sul dissipatore e dietro l’hard disk targato Samsung.
Sapete cosa dice una ventola all’E3? “Sono una grande fan Microsoft!”. Si ok, andiamo avanti…

Vediamo che, a differenza della sorella maggiore, l’Xbox One è pensata per dare ai componenti lo spazio necessario a dissipare il calore che generano. Per fare un esempio su Xbox 360 il lettore era posizionato sopra il dissipatore della CPU. Questo era uno dei motivi per cui spesso le 360 si surriscaldavano ed è un ottimo esempio del perché è meglio non avere rapporti sui luoghi di lavoro.

Et voilà, la scheda madre della nostra Xbox One! Sul fondo ci sono tutte le porte che troviamo sul retro della console, in basso a sinistra la USB 3.0, mentre in basso al centro il connettore che ci permette di collegare il pannello frontale, dove risiedono il pulsante di accensione, quello per espellere il disco e quello per il pairing dei controller.

xbox one teardown

Fin’ora non c’è davvero nulla di cui lamentarsi sul design interno della console. Ordinata, pulita, ben organizzata. Peccato però, per un piccolo particolare… Diamo un’occhiata alla CPU della Xbox One, cuore pulsante della console.

Sulla destra troviamo appunto la CPU, fornita da AMD, che include al suo interno la GPU. Sul lato destro troviamo le fasi di alimentazione, mentre sui lati restanti ci sono 16 banchi di RAM DDR3 da 512 Mb della SK hynix.

xbox one teardown

In tutto quest’ordine una cosa stona decisamente. La pasta termica sul processore. TROPPA! La leggenda narra che sia stata messa con un cucchiaio da portata… Cominciamo a crederci.

Spieghiamo per i non addetti ai lavori cosa è la pasta termica e quale è il suo scopo. Brevemente, è una sostanza pastosa che serve ad aiutare il trasferimento di calore tra la CPU e il dissipatore. Infatti, non basta poggiare il dissipatore sopra il processore per eliminare il calore. A livello microscopico, per quanto possano sembrare lisce le superfici a contatto, ci saranno sempre molti punti di non contatto e inserendo tra questi la pasta termica questo vuoto viene riempito.

Il problema in questo caso è l’eccessivo uso di questa pasta. Mettere troppa pasta termica ha l’effetto contrario a quello per cui si usa. Invece di condurre il calore, isola CPU e dissipatore. Nella produzione industriale questo è un “problema” comune. I produttori tendono a mettere più pasta termica del necessario, ma in questo caso è decisamente troppa! Speriamo che in questi due anni siano stati presi i dovuti accorgimenti.

xbox one teardown

Con una buona dose di pazienza, attenzione e olio di gomito, abbiamo rimosso tutta la pasta termica e abbiamo portato alla luce la superficie splendente del processore Jaguar, che stranamente non ringhia, ma fa le fusa con un po’ di coccole.

xbox one teardown

Una pulita veloce anche al dissipatore.

Una volta rimossa la polvere dalla scheda madre con l’ausilio di un pennello, passiamo a rimontare tutte le componenti, facendo attenzione ad applicare la pasta termica come si deve!

xbox one teardown

Si fa così, Microsoft. Così!
Come potete vedere, ne abbiamo messa davvero poca in confronto a quella che abbiamo trovato e soprattutto uno strato finissimo! In questo modo è garantito il passaggio di calore dalla CPU al dissipatore, la console lavora a temperature più basse e l’esperienza utente ne giova sicuramente!

Prima di richiudere tutto, un piccolo test di accensione!

xbox one teardown

 

Funziona tutto a dovere! Si può rimettere in ordine e tornare a giocare!

C’è da dire che dopo due anni di gioco abbiamo trovato davvero poca polvere dentro la console, che continua a funzionare senza problemi! Una volta risolto il problema della pasta termica, troppa e ormai secca, la nostra One è tornata scattante e reattiva, lavorando a temperature sensibilmente più basse!

Microsoft ha imparato molto dalla pessima esperienza con la 360 ed è riuscita a creare un sistema che resiste alle prove del tempo e dello stress!

Missione compiuta!