Firefight, ovvero Sparatoria, è una modalità che rappresenta un momento ricorrente nei più grandi classici di Halo: senza più avere la campagna da completare, un videogiocatore si lancia sul PvP ma, con degli amici fidati e, spesso, fisicamente presenti, si ritrova inevitabilmente su Sparatoria. Capace di rendere ancora più interminabile il tempo speso su un gioco Halo, Sparatoria si manifesta anche sull’ultimo titolo, nelle modalità Blitz Firefight e Terminus Firefight, seppur non appartenente al filone principale della serie: Halo Wars 2.

Diamo un’occhiata più da vicino alla nuova modalità, prendendo in esame come il concetto di Sparatoria si sposa con il genere di Halo Wars 2, e cosa cambia rispetto alle altre modalità e quanto può risultare impegnativa.

Partendo dal presupposto che una modalità come Sparatoria, a orde, è stata concepita principalmente per essere giocata su giochi sparatutto in prima o terza persona, tant’è vero che si può trovare quasi esclusivamente su taluni titoli, Halo Wars 2 riesce a creare un’ottima sintesi fra lo strategico in tempo reale e la meccanica delle ondate. Il giocatore potrà scegliere una difficoltà fra le quattro classiche disponibili oltre al comandante dell’esercito che si controllerà.

All’inizio della partita avremo già a disposizione un certo numero di truppe tra fanteria e veicoli, assieme al corpo principale della base con gli edifici che provvedono all’estrazione delle risorse e una caserma per l’addestramento delle truppe base. La base è espandibile entro i limiti imposti dalla mappa, la quale presenta diverse zone su cui potremo posizionare torrette radar o da difesa, barricate, trappole elettriche e campi minati: proprio questi ultimi elementi sembrano la vera e propria chiave per la sopravvivenza alle ondate. Grazie al posizionamento strategico di mine e torrente saremo in grado di mantenere il giusto controllo sul campo di battaglia e, dunque, avere successo. Si potranno creare sia torri di osservazione sia torrette munite di mitragliatrici che torrette da assedio con colpi ad area d’effetto. Le ondate sono miste: potremo trovarci contro Covenant ma anche Flood, in un crescendo di numero di nemici e difficoltà.

Di norma, per citare un altro personaggio dell’universo di Halo, le orde saranno di difficoltà crescente. Oltre al numero aumenterà anche la varietà di truppe che ci troveremo contro, rendendo più difficile la creazione di nuove truppe mirate per contrattaccare e avere il vantaggio tattico. Di fondamentale importanza sono i vari potenziamenti alle truppe: dato che si inizia con un certo numero di unità, è importante portare la loro efficienza al massimo per evitare di perderle troppo facilmente e dover investire altro tempo e risorse per recuperare ciò che si ha perso troppo facilmente e, quindi, cadere in svantaggio.

Anche l’abilità del comandante dovrà essere usata al top, per poterla usare in maniera mirata e controllata sulle truppe. In generale, la difficoltà sembra essere bilanciata e fedele da quanto riportato dai nomi delle varie difficoltà.

La Sparatoria si concluderà con la perdita del Nexus, dunque con la perdita dell’edificio principale, il che comporta la sconfitta del giocatore, o con l’abbattimento dell’ultima orda contenente un’unità nemica boss: tale unità è molto più grande delle altre e ha molta più salute, infatti richiede l’ottimizzazione di tutte le strutture e le unità per poter essere abbattuta senza troppe difficoltà.

Si ricorda che la modalità Terminus Firefight sarà disponibile con l’arrivo dell’espansione Awakening the Nightmare in uscita il 26 settembre, la quale, oltre a ben cinque missioni per la campagna e alla modalità Terminus Firefight, porterà con se due nuovi leader, portando il numero degli stessi a ben 16.