Due anni fa esatti si concludeva la prima stagione di #HUNTtheTRUTH, la campagna virale di Halo 5: Guardians, che nei suoi 14 episodi narrava la storia di Benjamin Giraud, un giornalista assunto dall’ONI per realizzare una campagna propagandistica a favore dello Spartan John-117, Master Chief.

#HUNTtheTRUTH era semplicemente un’opera narrativa geniale all’interno dell’universo di Halo, che già nel corso degli anni ha potuto vantare diversi libri e novel di una certa qualità: Fall of Reach, First Strike, Ghosts of Onyx sono opere cardine dell’universo espanso e hanno ormai più di dieci anni; a loro si sono aggiunte quelle più recenti come i due archi narrativi di Greg Bear e Karen Traviss.

La genialità di #HUNTtheTRUTH era dovuta a diverse ragioni: in primo luogo, la scelta di adottare una narrazione tramite podcast a episodi, un mezzo inesplorato nella serie. In secondo luogo, il poter osservare la storia degli Spartan-II e in particolare l’infanzia e l’adolescenza di John-117 con gli occhi di un civile, una persona qualunque che nella galassia dopo la guerra Umani-Covenant può dire di essere ancora viva proprio grazie ai sacrifici e all’operato del suo eroe; contemporaneamente intende denunciare e mostrare a tutto il mondo l’operato decisamente discutibile dell’ONI, responsabile di diverse atrocità perpetrate non al fine di vincere una guerra contro il Covenant, bensì a schiacciare le ribellioni nelle colonie esterne dell’umanità.

#HUNTtheTRUTH ha avuto un ritmo, una qualità della recitazione e il susseguirsi serrato di una serie di colpi di scena tale per cui a oggi è senza dubbio una delle parti meglio realizzate in tutto l’universo espanso di Halo, una vera e propria opera visionaria; ancor più incredibile il risultato ottenuto da quella campagna se si considera che gli argomenti che tratta sono fra i più basilari ed essenziali dell’intero universo, ruotando intorno alla storia di Halo: La caduta di Reach, il primo romanzo della serie, pubblicato per accompagnare il lancio di Halo: Combat Evolved. La capacità di rielaborare quanto scritto in quel libro e di riutilizzarlo in questo modo così fuori dagli schemi, così diverso rispetto alla narrazione tradizionale di Halo, è la prova definitiva che non solo 343 Industries può tirare fuori il meglio di questo universo con il dovuto impegno, ma che le potenzialità narrative dell’universo espanso di Halo stesso sono enormi una volta poste nelle giuste mani.

Tuttavia la decisione di far accompagnare un capitolo principale della saga di Halo da un prodotto di così alta qualità non è stata indolore: #HUNTtheTRUTH è probabilmente la vera e propria causa della grande delusione che molti hanno sperimentato giocando la campagna dello stesso Halo 5: Guardians, il prodotto che la serie mirava a pubblicizzare e intorno al quale aveva creato un più che considerevole quantitativo di hype.

Il problema non è la campagna di Halo 5: Guardians in sé, che è ha una buona storia sebbene non brilli dal punto di vista narrativo neppure per gli standard di Halo, ad oggi di certo non i più ambiziosi dell’industria videoludica. Infatti, la campagna ha avuto sviluppi estremamente significativi sul futuro e sull’equilibrio delle forze della Via Lattea e ha anche avuto un deuter-antagonista, il Guardiano Eterno, di considerevole calibro e con una personalità ben caratterizzata.

Il problema è invece il modo in cui la campagna di Halo 5: Guardians si presenta al giocatore rispetto alle enormi aspettative che chiunque di noi si era fatto grazie a #HUNTtheTRUTH. La premessa era quella di assistere a una storia completamente innovativa per Halo, in cui Master Chief sarebbe stato addirittura un potenziale antagonista, un personaggio molto più controverso e simile a un antieroe rispetto a quello a cui più di dieci anni di Halo ci avevano abituato; inoltre #HUNTtheTRUTH ci poneva di fronte a veri e propri stravolgimenti, raccontando una storia in cui John veniva accusato di aver partecipato a un attentato terroristico ai danni di alcune trattative diplomatiche con una delegazione di Sangheili (Elite Covenant), il tutto rivelatosi poi una farsa orchestrata dall’ONI al fine di instradare Benjamin Giraud su un binario morto che finirà proprio per causare la brutale caduta del giornalista.

Quello in cui è riuscita alla perfezione #HUNTtheTRUTH è il dimostrare di avere una grande ambizione, una volontà di fare le cose in grande e per bene che solo alcune porzioni di Halo 5 riescono a dimostrare.

#HUNTtheTRUTH

L’universo di Halo e la sua fanbase meritano più produzioni del calibro di #HUNTtheTRUTH e più precisamente che queste abbiano luogo nella serie videogame: non serve a molto avere un universo espanso così vasto e di qualità, fra i migliori universi fantascientifici che abbiano mai attraversato il medium del videogame, se poi proprio attraverso quest’ultimo a scapito di milioni di dollari e di ore di duro lavoro investite rimane solo una briciola della sua potenziale grandezza.

C’è davvero il bisogno che il prossimo capitolo principale di Halo realizzi tutto il potenziale della serie che ancora ad oggi non si è mai davvero espresso al 100%, c’è bisogno che Microsoft e 343 Industries facciano scelte coraggiose non solo nel proporci nuovi gameplay, nuove ambientazioni e nuove esperienze attraverso i servizi offerti, ma anche che sconfiggano eventuali timori e si liberino da alcuni vincoli che potrebbero aver influenzato i giochi come li abbiamo visti finora, non consentendo loro di esplorare argomenti importanti con una certa eleganza e maturità.

  • Antonio Carcione

    A mio avviso una delle più grandi pecche di Halo 5 è stata l’aver relegato ai fumetti, quindi un media accessorio a quello principale, il ritorno del Blue Team. Moltissimi giocatori non hanno idea di chi siano e da dove vengano e introdurli nel gioco in questo modo è stato spaesante e deludente. Altra cosa che mi ha enormemente deluso è stato l’abbandono praticamente in toto degli avvenimenti delle Spartan Ops di Halo 4, uno dei migliori picchi narrativi di quel capitolo! Come hai ben detto speriamo che il continuo della saga possa essere più coraggioso, avvincente e coerente.