Vi ricordate il finale di How I Met Your Mother? Il modo in cui fu aspramente accolto dalla maggioranza degli appassionati? Il problema di quel finale non sono tanto le scelte prese dai protagonisti, perché nella vita possono benissimo capitare situazioni del genere… ma piuttosto il tempo d’esecuzione. Non il cosa, ma il come. Tutto è stato gestito senza la dovuta pazienza e dedizione, di modo che alla fine risultasse soddisfacente.
Cosa c’entra con Star Wars – The Last Jedi? La stessa identica cosa. Il film è comunque migliore del precedente The Force Awakens, ma non è privo di problemi che ne minano la visione e purtroppo alcuni di questi sono tali da far storcere parecchio il naso.

Avvisiamo che in questo articolo si faranno moltissimi SPOILER, altrimenti sarebbe impossibile spiegare certe scene. In caso desideriate, potete leggere la nostra recensione senza spoiler che potete trovare cliccando qui.

Le varie morti di Cesare

A discapito del titolo, che doveva chiamarsi L’Ultimo Jedi anziché al plurale per via della tematica dell’ultimo di una stirpe, partiamo dallo strato esterno: questo film chiude molte storyline, tanto da sembrare più un capitolo di chiusura che di passaggio. A partire dalle morti di due personaggi piuttosto importanti: Luke Skywalker e il Leader Supremo Snoke. La morte del primo è gestita anche piuttosto bene, ma l’arco di Luke in fin dei conti non si è concluso: lui è rimasto comunque sulla sua isola, non è riuscito ad abbattere quel muro che ha innalzato isolandosi dal resto della galassia. Ha il suo effetto ed è bello l’omaggio alla famosa scena del tramonto binario di Una Nuova Speranza, ma c’è comunque una sensazione di incompiutezza dietro a tutto ciò. La banalità sussiste quando, facendo due conti, stanno uccidendo tutti i tre personaggi della trinità classica (Luke, Leia, Han) uno dopo l’altro. Nel prossimo probabilmente troveremo Leia già morta, per via della prematura scomparsa di Carrie Fisher (pace all’anima sua) o altrimenti la uccideranno. Personalmente spero che facciano una cosa come in Star Trek Beyond per Leonard Nimoy, ma staremo a vedere (ndr).

Dall’altra parte, Snoke è stato fatto fuori senza nemmeno darci una degna spiegazione di chi sia. Pensateci: siamo ad un solo film dalla conclusione e ancora non sappiamo chi sia lui, cosa sia il Primo Ordine (sappiamo che è nato dalle ceneri dell’Impero, ma fondamentalmente non significa nulla questa cosa) e il film ci pugnala alla schiena facendolo uccidere da Ben Solo/Kylo Ren con un colpo di scena ben piazzato ma contestualizzato male. Il plot twist di Snoke che ha messo in connessione Ben e Rey è molto interessante, ma ha solo aggiunto un tassello ad un puzzle di cui abbiamo realizzato solo 1/4 del totale. Le difese “nemmeno dopo Ep VI si sapeva chi fosse l’Imperatore” non reggono, ragazzi! Non siamo più nel 1983. Oggi come oggi un minimo di approfondimento in più sarebbe apprezzabile perché il pubblico non possiede più quell’ingenuità caratteristica dell’epoca.

In questo film, inoltre, muore chi non dovrebbe morire e quelli che invece dovrebbero morire non muoiono.
Facciamo un passo alla volta, perché nella storyline in questione sono tutte cose collegate. Finn. Gli sceneggiatori si sono resi conto che non sanno più cosa fare di lui. Gli è stata affidata una storyline che occupa una grossa fetta nella parte centrale del film che è assolutamente inutile ai fini della storia perché non ha risolto nulla: l’unica cosa che sembra fare è portare allo scontro tra lui e Phasma. Nel terzo atto del film, Finn decide di fare un attacco suicida verso il cannone che sta frantumando le difese della base dei Ribelli. Qui, come anche in un altro paio di scene, The Last Jedi vuole che lo spettatore provi emozioni… ma mozzandole con un deus ex machina da mandare al diavolo il film per la banalità. La sequenza in cui Finn chiude il collegamento radio e si lascia andare  verso il centro del cannone è un crescendo ben strutturato, con la colonna sonora che lo rende ancora meglio e lì ti va anche bene che lui muoia, pensi che può essere una buona conclusione per il suo personaggio un sacrificio simile… e invece no. Dal nulla arriva Rose che lo devia dalla traiettoria, castrando il crescendo e subito dopo pronunciando una frase degna delle peggiori battute tra Padmé e Anakin nei prequel con tanto di bacio totalmente fuori luogo. E quando pensi, invece, che sia stata lei a sacrificarsi per lui… il film mostra che lei non è morta. Non hanno avuto il fegato di fare nemmeno questo.

E ora la morte più imbarazzante dell’intero film e, al contempo, quella che fa rodere se si pensa alla natura del personaggio in questione. Il Capitano Phasma è un personaggio che sin dai trailer di The Force Awakens volevano dipingere come il nuovo Boba Fett. Ci può stare, ma la cosa che non ci può stare è come trattano Phasma in maniera vergognosamente imbarazzante. Già nel film precedente non ha fatto una gran figura con la faccenda degli scudi e la “scomparsa” nella pattumiera, ora in The Last Jedi, dopo un combattimento pure ben fatto con un piano sequenza in cui le suona a Finn, viene liquidata con uno scambio di battute degno dei B-movie degli anni 90 e con successiva caduta nelle fiamme che nemmeno Bud Spencer e Terence Hill. E la cosa peggiore è che nemmeno si degnano di spiegarci chi sia Phasma! Hanno pubblicato un romanzo per riempire il gap. UN ROMANZO! Sicuramente faranno lo stesso con Snoke e, ad essere onesti, il modo in cui stanno gestendo questo nuovo universo espanso (dopo l’abiura di quello precedente in seguito dell’acquisto della LucasFilms da parte della Disney) è obsoleto: è frustrante dover leggere un romanzo o un fumetto, magari anche non reperibile nel nostro paese, perché non hanno sviluppato come si deve un personaggio. Alla maggioranza non interessa di andarsi a leggere altro materiale per capire meglio un film. In più Gwendoline Christie ha anche il giusto carisma per poter interpretare il personaggio, per cortesia dategli una possibilità decente. A maggior ragione, quando il film era in sviluppo, lei stessa in un’intervista ha dichiarato che The Last Jedi avrebbe esplorato di più il suo personaggio.

Un equilibrio incoerente

Sembra che per buona parte del film, vogliano ridipingere il concetto stesso della Forza, che i Jedi avevano una visione errata (in fin dei conti anche la loro visione era assolutista, non solo i Sith). Durante l’addestramento di Rey, il nuovo disegno dell’equilibrio della forza viene a galla: l’equilibrio non è un qualcosa legato al lato chiaro o al lato oscuro, ma è nel mezzo. Ci sono le sfumature e l’equilibrio è proprio nel mezzo. Così come Rey è un personaggio buono ma con sfumature del lato oscuro, Ben Solo è la controparte del lato oscuro, ma con sfumature del lato chiaro. L’arco narrativo che The Last Jedi sembrava voler affibbiare a Rey è quello del passaggio al lato oscuro e per buona parte della sua permanenza sull’isola di Ahch-To lo spettatore tende a pensarlo, specialmente grazie alle proiezioni Forza di lei con Ben che sembra riuscire a persuaderla. Questo trova un climax nella sala del trono dopo la morte di Snoke, con Rey e Ben che combattono insieme contro le guardie. Sembra qui che il nuovo equilibrio sia nato…. e invece no. Il film mozza brutalmente gli archi narrativi sia di Ben sia di Rey per tornare a Bene vs Male.
Quanto sarebbe stato DAVVERO diverso e intrigante vedere Rey cedere al lato oscuro e Luke costretto a fronteggiare lei e Ben Solo insieme?

Il messaggio che il film vuole trasmettere (e che anche Yoda sottolinea) è il passaggio di testimone delle generazioni e che per far posto ad un nuovo mondo, bisogna distruggere quello vecchio. Però quanto può essere efficace un messaggio simile quando la parte più integrale ed interessante di questi film è rappresentata per l’appunto dal “vecchio”? In particolar modo se il “nuovo giovane” non riesce a trovare una sua identità, ma si presenta essere una versione trita e ritrita, dipinta d’oro del “vecchio”.
Il ruolo che poteva avere Rey nella Forza già da Episodio 7 sembrava importante, ma invece non è nulla di eccezionale perché i figli della Forza possono essere chiunque. E qui la contraddizione: se anche X può essere speciale perché figlio della forza, a che pro rendere Rey una Mary Sue? Perché nonostante i dibattiti che ci sono stati in merito alla questione, The Last Jedi non ha fatto altro che alimentare il fatto che Rey sia davvero una Mary Sue.
Tutti i misteri che The Force Awakens aveva stabilito sono stati risolti molto alla bell’e meglio. I genitori di Rey chi sono? Due miseri mercanti di rottami che hanno venduto la figlia per comprarsi da bere. Se volevano rendere il tutto più drammatico, è stata una pessima scelta di parole. C’era modo e modo di esprimere meglio questa cosa. Poteva trattarsi di una bugia di Ben per persuadere Rey? No: è lei stessa a dire che non erano nessuno, mentendo a sé sessa per tutti quegli anni. Ben ha solo aggiunto i dettagli.

Gestione dei personaggi

Per quanto riguarda gli altri personaggi, non si può dire che abbiano avuto una gestione particolarmente brillante. Al di là di Poe Dameron che è l’unico che funziona, il vice-ammiraglio Holdo (Laura Dern) è veramente cringe, per usare un neologismo anglofono. Per buona parte della durata sembra che stia mettendo su una messa in scena, che stia fingendo di essere buona, ma anche di lei non abbiamo per niente un quadro completo che ci faccia tenere a lei. Era una cara amica di Leia… uhm, e poi? Al di là dell’inverosimiglianza di una persona sola non-pilota che riesce a mandare in iper-spazio una nave di quelle dimensioni (Star Trek insegna, ragazzi: una persona sola non può pilotare un vascello così grande), la sequenza in cui la nave ribelle trapassa quella di Snoke è spettacolare. Però la morte di Hondo non fa né calo né freddo. Per tutto il tempo sembra che stia mandando in rovina la fuga, con un piano che non vuole rivelare e poi ride e scherza con Leia.
Il personaggio di Benicio Del Toro è abbastanza inutile e un attore del suo calibro è sprecato per un ruolo simile. Fa tutto parte di quella grossa fetta centrale inutile nella città casinò che non serve a nulla ai fini della trama.
Il generale Hux? Domhnall Gleeson totalmente sprecato e ridotto ad una macchietta dello stesso personaggio presentato in Episodio 7.
E i Cavalieri di Ren chi erano? Pensate davvero che Episodio 9 risponderà a tutte le domande rimaste così? No, perché questo film è la prova che per due anni i fan si sono fatti le teorie e film mentali sul nulla.

Ma ora tocca parlare di una nota dolente.

Prima che qualcuno lo scriva. Sì, ragazzi: è possibile sopravvivere per un minuto o poco più al vuoto dello spazio… MA CON LE DOVUTE PRECAUZIONI. Leia è stata colta alla sprovvista da un’esplosione avvenuta alle sue spalle, tra l’altro, che ha distrutto la plancia e l’ha scaraventata nello spazio dove è rimasta per più di un paio di minuti. Non credo affatto che abbia potuto dire “Oh, fammi prima prendere le dovute precauzioni” (ndr.).
Affidabilità scientifica a parte, quello che molti non sembrano voler ammettere è quanto questa scena faccia storcere il naso. Per carità, è un bellissimo tributo a Carrie Fisher, specialmente dopo la sua scomparsa, ma a livello d’impatto è ridicolo. Sembra di stare guardando la Creazione di Adamo o Maria Teresa di Calcutta in volo che nemmeno Superman. Ok, anche lei ha la capacità di usare la Forza, ma questo supera ogni limite: siamo passati da un’energetico misticismo individuale ad un vero e proprio super-potere.

Non è così che funziona la Forza!  – Han Solo, 2015

Non è che se un personaggio può fare una cosa allora la si DEVE fare, perché ciò che funziona sulla carta rischia di non funzionare sullo schermo. E questa cosa oggettivamente non funziona, che vi piaccia o no. Ed è inutile continuare a difendere questa ed altre scelte con affermazioni come “Star Wars è una favola” o “Che logica vuoi trovare nella fantascienza”, perché come quasi 100 anni di racconti e romanzi di fantascienza ci hanno insegnato, ci deve essere sempre una coerenza di fondo, o logica. Lo stesso Isaac Asimov sosteneva: “Crederò a qualsiasi cosa, non importa quanto stravagante o ridicola, finché ci siano le prove. Ma più una cosa è stravagante e ridicola, più la prova dovrà essere stabile e solida