A quasi tre settimane dalla pubblicazione nelle sale cinematografiche di Star Wars VII – The Force Awakens, è giunto il momento anche per me di fare due considerazioni. Non troverete qui una recensione cinematografica, ne tanto meno un’analisi di come il film si inserisce all’interno dell’universo di Star Wars o che altro. In questo articolo preferisco prendere in considerazione qualcosa che troppo spesso non viene approfondito a dovere, ovvero il lato artistico e di concept che c’è dietro ad una produzione di questo tipo. Nel particolare vorrei soffermarmi sul character design, un argomento che mi è sempre stato caro e che già in passato affrontai in questo articolo relativo al mondo videoludico (link al mio articolo “character design – quando i personaggi fanno la storia). Ovviamente non avrebbe avuto senso analizzare qui tutti i personaggi apparsi nel film, ho preferito quindi fare una selezione di quelli che trovo maggiormente significativi. Andiamo a scoprire il perché.

L’OMBRA DI VADER

Kylo Ren, probabilmente la figura più discussa e complessa di The Force Awakens, non poteva certo mancare alla nostra lista, meritandosi addirittura il primo posto come personaggio analizzato. L’antagonista principale è, senza ombra di dubbio, un capolavoro di character design. Per prima cosa dobbiamo però fare un passo indietro, andando a capire chi sia Kylo Ren, cosa che abbiamo già trattato in questo articolo scritto dal buon Divus (link all’articolo di divus su Kylo Ren). Kylo Ren non è un signore dei Sith e, nonostante si sia imposto la figura di Darth Vader come modello da seguire, ne è ancora distante sotto praticamente tutti i punti di vista. Ciò ovviamente si riflette del design scelto per il personaggio. Proviamo a confrontare le due figure: entrambi portano la maschera ed entrambi vestono in nero. Ma i fattori comuni finiscono qui.

Scommetto 5 sacchi su quello a sinistra
Scommetto 5 sacchi su quello a sinistra

La maschera che Kylo Ren porta è chiaramente ispirata a quella di Vader e gli conferisce un’aura minacciosa e aggressiva. Ma nel fisico i due sono ben diversi: Darth Vader è alto e imponente. Spalle larghe, massiccio, autoritario nella sola presenza, ancor di più nei movimenti. Kylo Ren è sì alto, ma è una figura molto più esile nella corporatura, con una postura quasi curva, senza la sensazione di potenza che Vader emanava. Maschera o non maschera, basta un colpo d’occhio per capire chi è davvero potente nella Forza tra i due. Come dire, l’abito non fa il monaco.

Tu non sai niente, Jon Snow Kylo Ren
Tu non sai niente, Jon Snow Kylo Ren

A completare il quadro del giovane tormentato caduto nelle spire del Lato Oscuro abbiamo il volto di Adam Driver. Senza maschera, Kylo Ren perde tutta quella carica negativa e minacciosa che in parte aveva, rivelandosi quello che è: un ragazzo giovane e inquieto. Senza maschera, Kylo Ren non fa paura a nessuno. Vederlo in preda alla furia della battaglia lo rende anzi una figura quasi grottesca, volendo esagerare patetica. E ciò si sposa alla perfezione con il carattere che gli sceneggiatori hanno voluto dargli. Un giovane tormentato che non è nulla più che l’ombra di un Signore dei Sith.

NAZISTI SPAZIALI

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Straight Outta 1933

Per restare sempre dal lato dei cattivi, un altro personaggio che mi ha particolarmente colpito per il suo design è il generale Hux. Alto, biondo, occhi azzurri, carnagione chiara, labbra carnose, lineamenti puliti, atteggiamento composto ma incline alla rabbia, vestito di nero. È il perfetto ritratto dello stereotipo del sadico nazista. E chi mettere a capo di un esercito di nazisti spaziali se non qualcuno che immediatamente richiama quello che nell’immaginario collettivo è un nazista? Anche il personaggio di Bubi in Wolfenstein The New Order risponde a una descrizione molto simile. Un altro esempio che esce dal campo dei nazisti ma che rimane comunque in quello dei sadici ci porta tra le pagine di G.R.R. Martin che descrive Joffrey Baratheon come un ragazzino alto, biondo, dalla carnagione chiara, di bell’aspetto, con labbra carnose… Un caso? Curioso in questo caso come anche la bellezza può essere associata a personaggi molto negativi e Hux ne è un chiaro esempio.

Star Wars: The Force Awakens General Hux (Domhnall Gleeson) Ph: David James ©Lucasfilm 2015
Togliere le insegne del Primo Ordine e mettere quelle delle SS non cambierebbe di molto la sostanza

LA MASCOTTE

Quella che di fatto è diventata la mascotte di questo Star Wars non poteva certo mancare in questo elenco. BB-8 è già un’icona, grazie anche alla sua semplicità di design. Il richiamo a R2-D2 è palese, sia nel ruolo all’interno del film, sia nello stile. I colori, le forme… tutto è un richiamo all’astrodroide che abbiamo imparato ad amare. R2-D2 è un cilindro, sormontato da una mezza sfera, il tutto colorato di bianco con elementi blu. BB-8 è una sfera, sormontata a sua volta da una mezza sfera, bianco e arancione. Grazie anche alla possibilità di muovere quella che è la “testa” di BB-8 lungo tutto il corpo e al grosso occhio nero, è stato possibile dotare una semplice sfera di un’espressività da fare invidia a molti attori professionisti. A volte, le soluzioni più semplici sono le più efficaci.

E che è 'sta roba? È solo una palla!
E che è ‘sta roba? È solo una palla!

VECCHIA SAGGIA

E lei? È la figlia di Yoda?
E lei? È la figlia di Yoda?

Come ultimo personaggio ho scelto di soffermarmi su Maz Kanata. La piccola e simpatica aliena che, nonostante abbia una presenza sullo schermo abbastanza marginale, è di grande impatto per lo sviluppo dei due protagonisti, Fin e Rey. Il suo è un ruolo chiave e il suo design è molto particolare, salta immediatamente all’occhio. Maz è molto piccola, con occhi grandi che sembrano poter vedere ogni cosa. L’aliena è inoltre vecchia e saggia, le rughe sottolineano chiaramente questo fatto. L’utilizzo dell’arancione come tonalità della carnagione aiuta poi a darle una forte efficacia visiva. Tutti questi elementi non sembrano rimandare alla figura di Yoda?

CONCLUSIONI

Siamo così giunti alla fine del nostro piccolo viaggio alla scoperta di alcuni dei character design di Star Wars VII che ho trovato più significativi o comunque interessanti. L’intento di questo articolo era portarvi a riflettere su come a volte basta poco affinché solo uno sguardo vi possa portare ad identificare un personaggio. E più questo è vero, più quel personaggio è stato concepito in modo più efficace. A questo punto possiamo affermarlo senza problemi: i character designer che hanno lavorato a The Force Awakens sanno fare il loro sporco mestiere e lo sanno fare pure molto bene.

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Classe '94, è un grandissimo appassionato di Halo, Borderlands e A Song of Ice and Fire. Adora leggere, scrivere, disegnare ed, ovviamente, videogiocare. Studente di Illustrazione vorrebbe un domani lavorare nel mondo dei videogiochi. Collaboratore di Halopedia ed ora del 17K è pronto a dare il massimo per aiutare i meno fortunati a conoscere il verbo di Halo, oltre che ad indirizzarli a diventare dei veri Cacciatori della Cripta e ad venerare l'Unico Vero Re, Stannis della Casa Baratheon.