Bentornati sulle pagine del 17k Group Blog, per la quinta e penultima recensione di Fear The Walking Dead! Questa quinta puntata precederà il finale di stagione di Lunedì prossimo, e da Ottobre inoltrato tornerà a farci compagnia la sesta stagione di The Walking Dead, che continueremo a seguire con le nostre recensioni dei singoli episodi! Siete curiosi di sapere come se l’è cavata la famiglia più disagiata d’america?

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Tempo di tirare le somme per Fear The Walking Dead. Personalmente, puntata dopo puntata, ho sempre chiuso le mie recensioni con l’auspicio che questo spin-off, fin dall’episodio successivo, potesse regalarci qualcosa di nuovo, di fresco, di inedito. Siamo arrivati alla quinta puntata, e devo scoprirmi estremamente deluso da questa occasione mancata. Fear The Walking Dead poteva essere qualcosa in più di The Walking Dead, ma si è dimostrata qualcosa in meno. La volontà di seguire le orme delle avventure di Rick e del suo gruppo di sopravvissuti è evidente, in termini di ritmo e di situazioni raccontate, e poteva essere una scelta sensata con l’obiettivo di non deludere i fan della serie. Purtroppo gli sceneggiatori hanno fallito anche in questo contesto, poichè l’assenza che più fa scalpore non è quella di un cast convincente, o di situazioni vagamente avvincenti. Qui manca il sale della serie, ossia gli zombie. I non morti sono sempre stati co-protagonisti di The Walking Dead, la loro presenza è una costante minaccia e sono loro a rimescolare le carte in tavola, anche quando il pericolo principale era rappresentato dal Governatore o dagli affamati abitanti di Terminus. Andiamo a vedere perchè questo quinto episodio di Fear The Walking Dead è l’emblema dell’insensatezza e delle poche idee in fase di scrittura.

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Perfetto, il plot twist, il cliffhanger c’è. Alla fine del quarto episodio Nick e Griselda Salazar vengono praticamente rapiti e portati in questo centro ospedaliero del governo. Nick si trova in gabbia, e viene molestato da un elegante uomo di colore che, in 15 minuti di apparizione, ha più carattere e fascino di tutti gli interi protagonisti messi assieme. Perchè ce lo presentate solo ora? Rimane il fatto che i due sono in trappola, senza ragione apparente. Tranquilli, non saprete mai il motivo, la serie non ce lo spiega. Nel mentre, assistiamo impotenti a come la puntata perda di ogni logica grazie al personaggio di Daniel Salazar. Il più cupo barbiere di Los Angeles sembra seguire un suo filo logico che solo in apparenza sembrerà essere quello giusto a fine episodio. Daniel è convinto che la moglie sia in pericolo, e che senza intervenire nessuno le riporterà mai indietro Griselda. Questo è vero. Ma è anche vero che Griselda, vi anticipiamo, nonostante le avanzate cure mediche e l’amputazione del piede non sopravviverà. Mr. Salazar, come pensava di far sopravvivere sua moglie nel letto di casa Clark, se neanche il personale ospedaliero è riuscito a salvarle la vita?  E’ vero che l’aspirina cura un po’ tutto e che l’Oki fa miracoli col mal di testa, ma sinceramente non vediamo come possa essere vagamente sensato l’operato di Daniel. A farne le spese è un soldato che, grazie alle forme anatomiche di Ofelia (che bello valorizzare i propri protagonisti), viene condotto in trappola nella cantina della famiglia Clark e torturato da Daniel. Il soldato svela il significato dell’ordine Cobalt, che rappresenta il segnale per l’evacuazione esclusiva dell’esercito. I civili saranno lasciati a loro stessi, e per coloro presenti nel centro ospedaliero è prevista la “soppressione dignitosa“.. Perchè? Perchè? Se l’esercito ha avuto l’ordine di essere evacuato da Los Angeles e di abbandonare i civili, perchè rapirli per fornirgli cure mediche? Perchè allontanare i soggetti pericolosi della comunità se tanto la comunità stessa è condannata a morte o ad essere soppressa dignitosamente? Qui si sfiora il limite del ridicolo e stavo davvero per chiuderla per sempre con questa fiera dell’insensatezza, dell’assurdo e del tragicomico. Neanche a dirlo, interi personaggi vengono ignorati e ridotti a macchiette d’accompagnamento alla trama della puntata. Trevis? Come facevate a sapere che parlassi di lui? Il più lento professore del West Side ancora non ha capito cosa sia uno zombie (forse perchè se ne vedono 3 in tutta la serie, nonostante Los Angeles sia perduta?), si fa un giro in macchina con alcuni soldati, e per conludere ci regala la miglior espressione della storia delle serie TV. Prendi il lap top. Chiudilo. Lancialo dalla finestra. Chris e Alicia, in 45 minuti, riescono solo ad intrufolarsi in una casa e a metterla a soqquadro. Perchè? Ancora che ci facciamo queste domande..

6L’unico motivo per cui continuerò a vedere Fear The Walking Dead. Amore vero.

Rimane una puntata. Le speranze, le aspettative, gli auspici se li è portati via il vento. Quello che vedremo nella sesta puntata già lo sappiamo, lo sapete. Qualcosa accadrà e ci lascerà a bocca aperta, il super-mega-ultra cliffhanger finale, in piena tradizione The Walking Dead, che ci farà dimenticare una stagione precaria sotto tutti i punti di vista. Fear The Walking Dead poteva essere molto. Trevis Manawa poteva essere molto, Madison anche. I personaggi si erano lanciati bene dopo la seconda puntata, ma tutto è ricaduto nella spirale di una pesantezza rara anche per questo tipo di serie TV. Manca l’azione, manca la varietà di situazioni, mancano gli zombie. Davvero, in tutta la serie possono essere contati sulle dita di  due mani. Il più grande nemico del gruppo di protagonisti pare essere l’insensata burocrazia dell’operato del governo, per la quale grazie, ma ci bastano le poste. Nulla è salvabile, a parte il misterioso, affascinante uomo di colore che potrebbe forse dare un senso alla seconda stagione. Sarei molto curioso di sapere se a qualcuno questa puntata è piaciuta, quindi non indugiate e fatemi sapere cosa ne pensate della recensione! Grazie per avermi letto, appuntamento fissato alla prossima settimana sulle pagine dei 17K Group per la recensione dell’ultimo, cliffhangosissimo episodio della prima stagione di Fear The Walking Dead!

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  • enricodiba

    Chiaramente questa serie serve solo a far guadagnare i produttori, sei episodi girati con due scenografie, come spendere il minimo e guadagnare il massimo, neanche due scene d’azione degne di questo nome ci mostrano.