Welcome to the darkest year of our adventures!

Ooh wee! Anche questa stagione è arrivata ad una conclusione e, come prevedibile, sono state diverse le reazioni da parte del pubblico. Ma effettivamente quali sono i motivi? Ce ne è più di uno, naturalmente, ma alcuni di questi vanno a colpire la sfera soggettiva degli spettatori, cosa che va quindi a influenzare il giudizio. Uno dei motivi più comuni sulla bocca degli spettatori riguarda gli sceneggiatori; in molti infatti si sono lamentati sostenendo che non ci sono più i vecchi scrittori e che questo è andato ad inficiare il livello di qualità di Rick e Morty. Smentiamo subito questo fatto: la rosa degli sceneggiatori della serie è cambiata di stagione in stagione, con eccezione di alcuni membri fissi (tra cui naturalmente i creatori Justin Roiland e Dan Harmon). Caso vuole che alcuni tra gli episodi più fiacchi, tranne Vindicators 3: Return of Worldender, sono stati realizzati dagli stessi storici presenti sin dalla prima stagione. Se parliamo, quindi, di cali di script allora ok: come diceva anche il sommo, la cosa più importante è la sceneggiatura, la sceneggiatura e ancora la sceneggiatura. Poi in particolar modo se consideriamo l’attaccamento di Dan Harmon verso una specifica struttura narrativa chiamata “The Hero’s Journey”: uno schema in 8 passi che il protagonista in questione segue dall’inizio dell’episodio fino alla fine. Prendiamo come esempio il suddetto episodio 3×04 Vindicators 3: Return of the Worldender. L’ordine dello schema Hero’s Journey viene stravolto e il finale ci sbatte in faccia un pay-off poco soddisfacente. Ovviamente non è detto che tutti gli episodi debbano per forza seguire tale struttura narrativa e ci può stare una deviazione, qualora questa porti ad esiti positivi e, sopratutto, rompere le regole deve avere una buona motivazione. Il problema di Vindicators 3 è tutto il resto. Il volersi concentrare troppo sulla tematica principale (lo smascheramento dei supereroi per dimostrare che non hanno nulla di super) ha messo in secondo piano l’equilibrio della sceneggiatura, offrendoci un risultato discutibile nonostante le buone intenzioni.

Un altro punto su cui molti degli appassionati sembrano essere d’accordo può essere considerata una diretta conseguenza di quanto appena detto: un calo del nonsense dovuto alla trama un po’ meno verticale. Effettivamente questa stagione di Rick e Morty ha meno momenti esilaranti dovuti al nonsense, ma questo è un dettaglio implicito nella scelta direzionale che Roiland e Harmon hanno dato agli episodi. A differenza delle stagioni precedenti, in cui c’erano un paio di storyline che venivano portate avanti nonostante la trama verticale, stavolta hanno lasciato il nonsense in secondo piano per poter sfruttare una componente narrativa più sviluppata. In particolar modo il rapporto che Rick ha con Beth e Jerry a seguito del loro divorzio. Una cosa su cui possiamo stare certi è che dai prossimi episodi potremo aspettarci ancora più odio nei confronti del povero Jerry, in particolar modo in seguito al finale di stagione. Lungo gli episodi abbiamo anche avuto modo di conoscere più direttamente il rapporto padre-figlia. Rick non è stato di certo un padre esemplare, su questo non c’è dubbio. Beth desiderava solo passare del tempo con lui, cosa che lo ha portato a costruire i gadget più stravaganti solo per stare in sua compagnia, e questo desiderio si è prolungato fino all’età adulta, diventando un attaccamento morboso all’idea di non poterlo più vedere da un giorno all’altro. Si potrebbe azzardare a dire che Beth abbia un ruolo più attivo rispetto alle stagioni precedenti.

Morty invece è diventato molto più sicuro di sé e sopratutto il suo astio in alcune scene e riconsiderazioni verso il nonno hanno portato gli spettatori a ipotizzare che Evil Morty (che fa un ritorno in grande stile nella 3×07) altri non potrebbe essere che il nostro Morty C-137. Fino ad allora, saremo liberissimi di pensarla così e la questione della cittadella rimarrà un mistero finché i nostri protagonisti non vi faranno ritorno. Ora, non sappiamo con precisione quando uscirà la quarta stagione, ma la scena post-credits con Mr Poopy Butthole potrebbe farci sperare in uno speciale natalizio.

Nessuna serie è perfetta, naturalmente, e di certo questa stagione di Rick e Morty non lo è, ma da qui a dire che è stata una brutta stagione ce ne vuole, specialmente a causa del finale. Tutti si aspettavano uno scontro decisivo con Evil Morty, il risuscitato Phoenix Person e chissà che altro… invece i creatori ci hanno dato uno schiaffo in faccia provando ancora il forte di Rick e Morty: rompere gli schemi. In più occasioni ci è stato offerto qualcosa oltre le nostre aspettative, nel bene o nel male; nel senso che in più occasioni quel che abbiamo guardato non rispondeva affatto ai nostri pronostici. Specie se Roiland e Harmon hanno deciso di giocare col pubblico con parodie che la serie ha più volte sfruttato. La scena post-credits con la resurrezione di Phoenix Person è palesemente una parodia delle scene dopo i titoli di coda dei film supereroistici in cui spesso i villain compaiono per creare un cliffhanger per un ipotetico sequel. Ma in questo caso non ci è dato sapere se, effettivamente, avrà una conseguenza o meno… un po’ come tante altre scene come quando Morty si trasformò in un automobile.

In conclusione, la terza stagione di Rick e Morty si è fatta di certo attendere. Passando da momenti di pura follia mista a genio, come Pickle Rick, a cali di interesse di tanto in tanto. Cosa aspettarsi dal finale in occasione della quarta stagione? Probabilmente qualcosa di simile alla prima stagione, come dice Beth. Staremo a vedere se la cittadella con Evil Morty al suo vertice faranno un ritorno come tutti speriamo, del resto (ndr.). Per adesso non possiamo far altro che attendere. Questa terza stagione di Rick e Morty probabilmente non arriverà su Netflix Italia prima del nuovo anno, ma ad ogni modo per ingannare l’attesa possiamo pur sempre fare un rewatch.