“Ho una lunga storia da raccontarle”

Chiunque mastichi serie televisive sa cos’è o conosce anche solo di fama Twin Peaks. Creata da David Lynch e Mark Frost, è diventata un’icona storica in quanto genitore delle serie come le conosciamo oggi. Si tratta di un caso molto particolare che ha dato inizio ad un nuovo modo di guardare alla serialità televisiva: prima di allora le lodi verso una serie tv venivano attribuite agli scrittori (e ancora oggi per molti casi è così) e raramente si guardava al regista poiché spesso gli episodi non erano girati dalle stesse persone di volta in volta. Lynch proveniva dal mondo del cinema e già aveva colpito un determinato numero di spettatori con i suoi lavori come Velluto Blu, Dune o The Elephant Man e proprio grazie alle sue caratteristiche filmiche ha realizzato un prodotto mai visto prima in televisione. La stragrande maggioranza delle serie erano costituite da trame verticali con episodi auto-conclusivi, mentre ciò che hanno fatto Lynch e Frost è stato, in parole povere, realizzare un prodotto seriale cinematografico, un vero e proprio film a episodi caratterizzato da un omicidio in prima serata e dagli elementi tipici della filmografia del regista. Il pubblico chiaramente dovette fare i conti con le angoscianti visioni Lynchiane, ma nonostante ciò Twin Peaks vide un gran successo tra il pubblico: ogni settimana il caso dell’omicidio di Laura Palmer invogliava gli spettatori a rimanere sintonizzati per scoprire cosa realmente accadde.

lauras_dead
Sheryl Lee ha interpretato Laura Palmer e Maddy Ferguson, la cugina dall’aspetto identico

Certo, oggi come oggi una trama del genere non sembra chissà cosa, ma andando andando avanti con gli episodi eventi paranormali e misticismi cominciavano ad intervenire fino all’episodio finale che trasuda Lynch per quasi tutta la sua durata. Twin Peaks andò in onda con due stagioni nel ’90 e nel ’91, ma non è tutto oro quel che luccica: mentre la prima stagione era da soli 8 episodi e riscosse un buonissimo successo di pubblico e critica, la seconda  ne vedeva ben 22 e purtroppo gli ascolti calarono man mano. Le ragioni erano molteplici: oltre al caso Laura Palmer, la serie si concentrava moltissimo sulle vite degli abitanti con i loro segreti e intrighi. Nulla di strano, ma Lynch intendeva staccarsi sempre di più dalle indagini e concentrarsi di più sugli abitanti, cosa che ad un buon numero di spettatori non andò particolarmente a genio. Allo scopo di poter salvare la situazione, la ABC (il network che trasmetteva la serie) cominciò a fare sempre più pressioni sull’identità dell’assassino, cosa che portò alla rivelazione e ad una sensazione di amareggiamento per non essere stato all’altezza delle aspettative. Dato che il mistero portante era risolto non c’erano molte basi solide per poter tenere in piedi la serie e la programmazione di Twin Peaks subì dei cambiamenti che fecero calare il numero di spettatori e il tutto portò all’iconico finale che termina con un cliffhanger e alla successiva cancellazione. La seconda stagione, infatti, si potrebbe dividere in 3 parti: risoluzione all’assassinio di Laura, una seconda parte un po’ in stallo che si concentra prevalentemente sulla cittadina e una parte finale con l’entrata in scena di Windom Earl (Kenneth Welsh). Scoprire che dietro all’omicidio di Laura Palmer c’era molto di più non è bastato a salvare la situazione e purtroppo l’inevitabile è accaduto.

Una delle caratteristiche principali è il mix di generi. Come ogni film di David Lynch, anche Twin Peaks non si può limitare ad essere catalogato ad un genere: si tratta in primis di un noir, ma a cui sono legate anche situazioni più leggere come momenti da soap opera e allo stesso tempo atmosfere da film drammatico. Spesso infatti vengono alternati momenti di struggimento da parte di Sarah (Grace Zabriskie) e Leland Palmer (Ray Wise) a momenti più leggeri al Great Northern Hotel con Audrey Horne (Sherilyn Fenn) sotto ai riflettori. Se oggi questi cambi possono sembrare forzati, in realtà il tutto è magistralmente gestito dall’attenta regia di Lynch che permette che situazioni del genere possano sembrare addirittura naturali. A fare da condimento c’è l’iconica colonna sonora realizzata da Angelo Badalamenti, che ricopre un ruolo assai importante all’interno degli episodi, arrivando anche a 30 minuti in ciascuno. La sigla d’apertura è entrata a far parte dell’immaginario collettivo a tal punto da riconoscerla senza nemmeno sapere di cosa si tratti.

Protagonista della vicenda è l’Agente Apeciale Dale Cooper interpretato da Kyle MacLachlan (già protagonista di altri film di David Lynch), un uomo particolare, di buona indole e dal manierismo fuori dal comune. Inviato dall’FBI a Twin Peaks per risolvere l’omicidio di Laura Palmer, è uno dei personaggi più amati dal pubblico grazie anche al suo charme, al punto da attirare l’attenzione della giovane Audrey Horne. Ben presto, durante le indagini, si scoprirà che Twin Peaks non è l’idilliaca cittadina che può semrbare. Ognuno ha qualcosa da nascondere e sono proprio il legami tra i vari personaggi a causare spesso situazioni pericolose come la relazione segreta tra Bobby Briggs (Dana Ashbrook) e Shelley Johnson (Mädchen E. Amick) ai danni del brutale Leo (Eric Da Re). Si tratta di una serie che si basa principalmente sullo sviluppo dei personaggi e sono le loro storie e gli intrecci inter-personali a mandare avanti la baracca. Twin Peaks non è solo una semplice serie: è la vita di tutti i giorni scossa da un omicidio di una ragazza giovane e popolare.

landscape-ustv-twin-peaks-cooper-audrey
La giovane e affascinante Audrey Horne e l’Agente Speciale Dale Cooper

Si potrebbe parlare in eterno dei misteri che circondano Twin Peaks, degli affascinanti paesaggi e panorami divenuti iconici, delle perle di saggezza emanate da Cooper come quella sul regalo quotidiano o frasi da stampare sulle magliette come “a damn fine cup of coffee“. E che dire della mistica frase “I’ll see you again in 25 years“? Di certo è stata una enorme gioia per tutti i fan scoprire che quest’anno ci sarà una terza stagione distribuita da ShowTime. Sempre con Lynch e Frost dietro al progetto, assai poco si sa di questo fatidico evento: saranno 18 episodi, con prevalentemente tutto il cast ancora in vita della serie originale, eccetto alcuni, e con parecchie facce nuove, che è stato girato basandosi su di un’unica lunga sceneggiatura, divisa in episodi solo in fase di montaggio e poco più. Per volere dei creatori è stata mantenuta la massima segretezza sul progetto, cosa assai gradita sopratutto al giorno d’oggi in cui i minimi spoiler sono rivelati anche in via ufficiale. In questo modo davvero sappiamo poco e niente e non saremo preparati a cosa ci troveremo di fronte. Ci sono parecchie domande dal finale della stagione 2, domande a cui speriamo venga data una risposta in un modo o nell’altro, considerando che anche temporaneamente la serie sarà ambientata 25 anni dopo l’originale. La data da segnare sul calendario è il 21 Maggio in America su ShowTime, mentre da noi in Italia sarà il 26 Maggio su Sky Atlantic.