Dopo un anno di pausa, la serie di punta della BBC è tornata a gran voce. L’utima puntata di Doctor Who (escludendo gli speciali natalizi) è infatti stata “Hell Bent” nel 2015 che ha suscitato non poche critiche negative. I due speciali natalizi “The Husbands of River Song” e “The Return of Doctor Mysterio” non erano male, ma nemmeno erano dei capolavori o puntate magistrali, quindi l’assenza si è fatta sentire parecchio. L’anno scorso è stata poi presentata la nuova companion Bill Potts interpretata da Pearl Mackie e iniziarono già a circolare le notizie riguardo ad una semplificazione della formula della serie. Questa puntata, infatti, ha un titolo ambivalente: può sia essere inteso come “The Pilot” per via di un elemento di trama, sia come episodio pilota in quanto può essere considerato un soft-reboot. La questione è agevolata dalla presenza della nuova companion e dal fatto che avrebbero dovuto rispiegare nuovamente diverse questioni.

La puntata scorre molto agevolmente. Non possiede una chissà quale trama, ma si concentra soprattutto nel presentarci il personaggio di Bill. Diversamente dalle precedenti che abbiamo avuto finora lei è una ragazza normalissima: non è una “impossible girl” o “la donna più importante del creato” e la cosa onestamente è assai gradita. Avevamo bisogno di qualcuno di normale, che non fosse implicata in qualche sottotrama assurda. Ma mai dire mai, magari si scopre che Bill proviene da Mondas e ciò si legherebbe col ritorno del pianeta e dei Cybermen mondasiani. Di carattere ci viene presentata come una ragazza molto meno lamentosa o gradassa, ma in grado di tenere testa al Dottore tramite domande che nessun companion (per lo meno, della serie contemporanea) ha mai posto prima. Domande che, nonostante possano sembrare fuori luogo, hanno una loro logica. Non capisco perché fare una montagna sul fatto che Bill sia lesbica, dato che non è nemmeno trattato come un argomento fondamentale della puntata, anzi viene mostrato in maniera quasi naturale (ndr.). Bill è promossa, vediamo come si svilupperà in seguito.

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Non male l’idea di ripresentarci il personaggio del 12° Dottore (Peter Capaldi) come un insegnante in un istituto. La sua presenza è giustificata grazie ad una volta chiusa a cui deve fare la guardia, anche se non si sa ancora per conto di chi o perché, ma lo scopriremo più avanti. A quanto pare sono addirittura 70 anni circa che dovrebbe essere là, lo vediamo infatti molto più cauto e a tratti “vissuto”, pur mantenendo i suoi tratti caratteriali. La sua permanenza è caratterizzata dalla compagnia di Nardole (Matt Lucas), personaggio che persiste da “The Husbands of River Song”. Sorvolando sui motivi del suo ritorno come attore (motivazione piuttosto scialba rilasciata da Moffat stesso), scopriamo che di lui è rimasta effettivamente solo la testa, mentre il suo corpo è robotico. Ciò risponde a come poteva il Dottore averlo tirato fuori dal corpo di Re Hydroflax. Ad ogni modo, anche lui è cambiato: non è più irritante come nel suddetto speciale, anzi, ci sono un paio di battute che rubano la scena come ad esempio la reazione al “Bigger on the inside” di Bill. Non sarà onnipresente, ma solo un personaggio ricorrente, tuttavia a quanto pare sarà molto presente nell’arco della stagione.

Per quanto riguarda l’avversario non è nulla di eccezionale. Si tratta pur sempre di un escamotage piuttosto carino, anche se  rimane molto in secondo piano siccome l’attenzione è tutta incentrata sul trio. Potrebbero entrarci i Guerrieri di Ghiaccio: la voce che udiamo provenire dall’interno della pozza è assai simile a quella degli alieni. Si tratta di una puntata che strizza l’occhio ai fan di vecchia data: nello studio del Dottore ci sono molti riferimenti alla serie classica tra cui il cartello Out of Order appeso fuori dal tardis (dal serial “The War Machines“), i vari cacciaviti sonici tra cui quelli classici, la fotografia della nipote Susan (vista l’ultima volta in “The Dalek Invasion of Earth“, si è poi ricongiunta con l’8° Dottore nell’audio drama “An Earthly Child“); inoltre la strizzata d’occhio definitiva avviene nell’ultima parte della puntata, dove per sbarazzarsi dell’essere, il Dottore conduce Bill e Nardole nel mezzo della guerra tra i Dalek e i Movellan (direttamente dal serial Destiny of the Daleks).

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Una puntata molto scorrevole, dal ritmo molto leggero senza esagerare. Non si tratta di uno dei migliori opener, ma funziona allo stesso tempo come episodio pilota anche per i nuovi spettatori che possono recuperare le vecchie stagioni in un secondo momento.