Sembra assurdo, ma Agents of S.H.I.E.L.D. l’ha fatto un altra volta. Questa quarta stagione sembravano volerla dividere in 2 storyline separate, ossia Ghost Rider e LMD. Ciò probabilmente è dovuto alla riduzione di budget che ha subito dopo il calo di ascolti della terza stagione, imponendo quindi una riduzione degli episodi (si presumeva 8 e 8) e quindi evitando di proporre un’altra volta 22/23 episodi, format che sta cominciando ad essere pesante. Ma quando la puntata numero 16, che si presumeva fosse il season finale, non è andata in onda lo scorso 28 febbraio sempre sulla abc, i sospetti sono cominciati a sorgere. Nemmeno sulla pagina facebook della serie c’era scritto nulla a riguardo, dato che di solito vengono pubblicati parecchi post su ogni puntata. La cosa si stava facendo assai strana… Finché il 4 marzo non vengono modificate sia l’immagine del profilo, sia l’immagine di copertina e in pagina viene pubblicato un video che vede protagonista… Brett Dalton nei panni di Grant Ward!

A quanto pare tuttti i ragionamenti sopracitati non valgono niente: La serie avrà ancora 22 episodi e, come se non fosse abbastanza, un terzo arco narrativo intitolato “Agents of Hydra“. Non ci arrivano, è inutile. Molte delle ultime 7 puntate quindi saranno ambientate nel FrameWork, la creazione del Dr Radcliffe (John Hannah) simil-realtà virtuale dove le menti delle persone vengono caricate e possono vivere una vita totalmente diversa a seconda della programmazione.
Ergo, la puntata “Self Control” è in realtà un secondo mid-season finale, sempre se si può chiamare così. Quindi, come per l’arco narrativo di Ghost Rider, andiamo a rivisitare LMD.

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Pur essendo il Darkhold il fulcro centrale di tutta la quarta stagione, rimanendo un mcguffin, questo secondo arco narrativo ha delle pretese piuttosto grandi e forse un pelino fuori portata per una serie tv con un budget così risicato come Agents of S.H.I.E.L.D.. Realizzare una sorta di rivalsa delle macchine non è cosa facile da realizzare, specie se gran parte del budget è andato ai primi episodi per la realizzazione di Ghost Rider (Gabriel Luna). Fortunatamente per quanto riguarda i Life Model Decoys non c’è bisogno di troppi espedienti in CGI, dato che comunque il più lo mettono gli attori. L’attrice che interpreta Aida, Mallory Jansen, è anche piuttosto brava nell’interpretare un androide che non mostra alcuna emozione, sopratutto se poi la vediamo totalmente un altro ruolo in cui interpreta Agnes Kitsworth, una ragazza malata di cancro, fonte di ispirazione per Radcliffe per via dell’amore che provò per lei in passato.

Il vero problema giunge quando teniamo conto di tutto ciò e inoltre consideriamo che LMD è il secondo arco narrativo. Si tratta di una sezione filler: molti degli episodi non sono gran ché, dimostrando che oltre ad essere piuttosto autoconclusivi non sembrano essere davvero consapevoli di che direzione prendere fino alla puntata “Self Control“. Sono davvero pochi i casi in cui viene da dire “Ah si, quella puntata là!”  perché le idee sembrano cominciare a scarseggiare. Un esempio è stato voler ritirare fuori un’altra volta i fratelli  Koening (interpretati da Patton Oswalt). Quella è stata proprio un’evidente carenza di nuove idee ed è stato un espediente per poter ripescare ascolti. Si, sostituire mano a mano i membri del cast con degli LMD ha aiutato a far crescere la tensione, ma solo per poi esplodere nella puntata “Self Control“. Quest’ultima è stata una puntata che si è saputa distinguere dalle altre sopratutto grazie all’esordio alla regia di Jed Whedon che ha saputo gestire al meglio l’atmosfera e la sceneggiatura, evitando di ripetere l’errore commesso con i Secret Warriors la stagione precedente (intervento di 10 minuti e poi chi s’è visto s’è visto). Si tratta, infatti, della puntata più interessante dell’arco narrativo LMD. Ma purtroppo alcuni passaggi erano necessari (anche se ciò ha comportato dei filler), ma altri erano del tutto ignorabili. Ad esempio, importava davvero che Anton, il capoccia russo degli Watchdogs, avesse avuto dei trascorsi con Phil Coulson (Clark Gregg)? Non particolarmente, sopratutto se questi trascorsi sono solo degli stereotipi: “Ce l’ho con te perché sei stato la causa della morte dei miei uomini  in quella missione 20 anni fa anche se sono troppo cocciuto da non rendermi conto che non li hai uccisi direttamente di tua mano” è davvero al limite del già visto e tremendamente noioso, sopratutto per un personaggio come Anton che non trasmette nulla. Giusto nella puntata in cui è stato introdotto ha saputo distinguersi anche grazie al trucchetto con la vodka.

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Si, ci sono state puntate che hanno saputo giocare abbastanza bene le carte, come quella in cui Fitz (Ian DeCastecker) si fronteggia con un LMD di Radcliffe e quest’ultimo si difende puntando sulla sua vecchia amicizia col padre del giovane scienziato. Poi ci sono altre parti in cui l’interesse viene catturato dalla sorte dell’Agente May (Ming-Na Wen) all’interno del Framework, ma il fatto è che sono situazioni che vengono svantaggiate dalle tempistiche e dagli elementi filler dei vari episodi. Non è un gran passo avanti, anche se rimane certamente migliore rispetto all’intera terza stagione di Agents of S.H.I.E.L.D.. Con l’arco Ghost Rider hanno saputo fare una cosa più interessante e che si è saputa distinguere dalle altre stagioni grazie alla maturazione dei toni e atmosfere, ma purtroppo sembra che in LMD si siano lasciati un po’ alle spalle certi fattori.

Ora che tutti i membri dello S.H.I.E.L.D. sono dentro al Framework, cosa aspettarci da Agents of Hydra? Già dal titolo del prossimo episodio “What If…” abbiamo degli indizi. Sappiamo che Daisy (Chloe Bennet) e Jemma (Elizabeth Henstridge) sono consapevoli di essere all’interno della realtà virtuale, se non fosse che la prima è fidanzata con Ward (ecco motivato il ritorno di Brett Dalton) e la seconda… è morta. Grazie agli ultimi due minuti vediamo le vite dei singoli membri del team ma sarà interessante vedere come riusciranno a risolvere questa situazione e, ancor di più, vedere cosa troveranno quando usciranno fuori dal Framework. Troveranno i Life Model Decoy che avranno rimpiazzato un gran numero di persone? In fin dei conti Aida (similmente ad Ultron), ha compreso che sono gli esseri umani la più grande minaccia per il pianeta e fa tutto ciò a scopo di preservarli.
Non  manca molto alla prossima puntata, a quanto pare si prendono semplicemente una pausa di un mese ed il 4 aprile Agents of S.H.I.E.L.D. tornerà sui binari.