I Koening sono tornati… stavolta più di 2. Introdotta per la prima volta nella prima stagione di Agents of S.H.I.E.L.D., in ogni sua apparizione la fratellanza ha svelato sempre più segreti. Prima era solo un Koening, poi 2 gemelli, stavolta persino di più: scopriamo che sono (stati) 4 fratelli gemelli e una sorella. Ad eccezione di quest’ultima, Patton Oswalt ha sempre interpretato i vari fratelli dandogli quell’aspetto un po’ impacciato ma pur sempre agenti esperti e nerd al midollo. Il problema è che in questa puntata, a differenza delle altre loro apparizioni, “il troppo stroppia”. Si possono considerare una sorta di elemento di leggerezza nei confronti dei toni drammatici che la puntata suscita in più momenti. Non c’era tutto questo bisogno di ritirarli fuori inoltre per un espediente di trama facilmente evitabile. Coulson (Clark Gregg) Ha dato il Darkhold ai Koening per poterlo nascondere. Ok, se non fosse che alla fine dei giochi il libro finisce nelle mani di Radcliffe lo stesso. Come ha scritto Marc Buxton nell’articolo sulla puntata in questione, il Darkhold in questa stagione non è altro che un McGuffin. Sin da quando è stato introdotto l’elemento magico nel Marvel Cinematic Universe, desiderato da tutti gli appassionati, le storie avrebbero potuto espandersi in modi i cui limiti sono solo imposti dall’immaginazione. Il problema è che il Darkhold non lo stanno sfruttando per niente, è lì sullo sfondo e non viene nemmeno aperto.
Cos’è un McGuffin? Originato da Alfred Hitchcock, il McGuffin può essere un oggetto o un qualcosa all’interno del film che serve solo a portare avanti la trama (vedi la bottiglia con l’uranio nel suo film Notorious, oppure la valigetta misteriosa in Pulp Fiction di Tarantino). Il Darkhold ricopre esattamente questo ruolo, infatti questa puntata non è altro che una caccia al tesoro, ma è sullo sfondo, fa da contorno a tutto il resto della puntata.

Dei momenti drammatici sopra citati 2 sono validi da menzionare: il padre di Fitz e il bacio tra May-bot e Coulson.  Sin dall’inizio della serie, Leo Fitz (Ian De Caestecker) non ha mai fatto menzione dei suoi genitori; giustamente, a meno che come in questo caso non ci sia qualcos’altro sotto. In questa puntata non solo scopriamo che suo padre lo ha sempre considerato “inferiore” a lui, motivo per cui lui ha deciso di dedicarsi totalmente allo studio per migliorare sé stesso, cosa che lo ha poi condotto allo S.H.I.E.L.D., ma che suo padre e il dottor Radcliffe si conoscevano. Magari la cosa non verrà esplorata oltre, perché da quanto dicono non condividevano una profonda amicizia, ma resta il fatto che è probabilmente per questo che Fitz stava così a cuore al dottore. Speriamo che ci sia un confronto (molto probabile) tra i 2 su questo piano. Resta da vedere se tutto ciò è reale o è stato solo un bluff da parte dell’LMD per condizionare il ragazzo a non aprire la sua testa per rivelare il cervello bio-digitale realizzato grazie al Darkhold. Ma sappiamo che l’LMD ha i suoi stessi ricordi, quindi non dovrebbe essere stato un’inganno.

Per quanto riguarda l’altro momento: il team è finalmente a conoscenza della May-LMD (con battuta da applausi per il tempismo di Daisy “Did you know May is a freaking robot?“). Grazie anche al cervello bio-digitale scopriamo come è possibile simulare a tal punto un essere umano e caricarne i ricordi come è successo con May. La rivelazione ovviamente lascia Coulson piuttosto di sasso, incredulo se davvero la sua programmazione prevedesse che lei si innamorasse di lui o se davvero (come dice anche lei) sono effettivamente ricordi e sentimenti reali provenienti dal cervello della May originale.

Forse nella prossima puntata di Agents of S.H.I.E.L.D. scopriremo ulteriori novità sui personaggi, ma sarebbe meglio tornare sui propri passi: il fratello della senatrice Nadeer tornato interrigenesi sul fondo del fiume/lago quando lo ritireranno fuori? Una volta che Radcliffe avrà assunto le conoscenze dal Darkhold, che avrà intenzione di fare? Guerra robotica verso lo S.H.I.E.L.D.?
Tutte domande alle quali speriamo di avere presto una risposta.

P.S.: abbiamo capito che ormai la Disney possiede Star Wars e la Marvel, non serve ricordarlo ogni volta.