E’ da qualche giorno disponibile nelle sale italiane Dunkirk, il nuovo film targato Cristopher Nolan ambientato sulle coste di Dunkerque durante la Seconda Grande Guerra, più precisamente in quel lasso di tempo in cui quelle bianche spiagge si ricoprirono di sangue nella disperata ritirata delle truppe inglesi e francesi. Il film, che è da qualche giorno nelle sale, ha già riscosso enorme successo sia tra la critica internazionale che tra gli spettatori stessi come dimostrano gli incassi dei botteghini.

La storia

L’intero racconto è diviso da 3 fili narrativi, uno riguardante gli uomini a terra in attesa della ritirata nella settimana dal 19 al 26 maggio del 1940, un altro riguardante le imbarcazioni civili intente a salvare le truppe il 26 maggio e il terzo incentrato sui piloti della RAF che furono assegnati alla copertura dall’alto delle forze alleate alle ore 18:00 dello stesso giorno.

 

Il tempo

Anche in questo film Nolan si dimostra essere il regista migliore degli ultimi decenni nella gestione temporale dei fatti. Il suo amore per il tempo si era già mostrato in pellicole precedenti come Inception, Insomnia, The Prestige, Interstellar e Memento . Ma la sua volontà di dare un così ruolo importante al tempo è sempre stata più o meno ostacolata dai suoi collaboratori. In questo film in cui Nolan era sia regista, produttore e sceneggiatore, ha potuto dare libero spazio a questa tematica che per lui è sempre stata di primaria importanza. Nel film il tempo si accavalla. Le tre storie che vengono narrate partono da giorni, ore e minuti differenti (come pure ci lasciano intuire le tre didascalie all’inizio del film) ma tutte arrivano ad un punto in comune nel quale le diverse narrazioni sembrano fondersi in un’unico racconto completo in ogni punto di vista. La cosa sorprendente però, è che a seguito di questo brevissimo momento le storie si ridividono e riprendono il loro percorso con lo stesso andamento che le aveva contrassegnate per tutta la durata del film. Infatti, mentre nella storia dei ragazzi sulla spiaggia molte delle ore vissute in quei giorni vengono appositamente scavalcate, nel racconto dell’ufficiale della RAF, ci vediamo a vivere quasi ogni secondo del pilota dalla sua partenza. Anzi alcuni secondi allo spettatore sembrano quasi interminabili per la quantità di patos e suspense che Nolan è riuscito a trasmettere tramite i suoni e i rumori.

L’assenza di colori e di voci

Nolan ha giocato d’azzardo in Dunkirk decidendo di ridurre al minimo ogni tipo di discorso fra i vari personaggi e scegliendo un pattern di colori che tende molto di più verso i colori freddi che a quelli caldi. Il film genera un continuo senso di oppressione, sia nei molti momenti in cui gli spazi tendono a far percepire allo spettatore claustrofobia, sia quando l’occhio dello stesso cade su lunghi orizzonti. E in questo i colori e l’assenza di molte voci enfatizza appieno la suspense che lo spettatore prova, facendo aumentare del 200% la percezione del nostro unico senso rimasto inalterato dal film: l’orecchio.

I suoni e i Rumori

L’assenza di molti dialoghi ci permette di concentrarci sui rumori in maniera quasi ansiogena: lo sparo di un fucile, l’arrivo da lontano di un bombardiere, il fischiare silenzioso di un siluro, tutto diventa come se fosse vissuto da noi in prima persona. Quasi non ci rendiamo conto ma entriamo completamente a far parte di ogni singolo frame del film e anche a distanza di giorni, alcuni suoni, alcune immagini, rimangono impresse nella nostra mente come se le avessimo vissute in prima persona. Probabilmente è qui la maestria di Nolan, non solo ha preferito usare pellicole da 65 mm ed IMAX per enfatizzare ogni singola immagine, ma ha accuratamente scelto ogni singolo suono, ricreandolo il più fedelmente possibile e generando allo stesso tempo un enorme quantità di suspence.

La precisione storica

Dunkirk oltre ad essere tutto quello già espresso è anche un film storicamente attendibile e dettagliatamente preciso in ogni singolo elemento al suo interno. Un esempio? Il molo, il sabotaggio e il riutilizzo dei veicoli blindati alleati, l’orario dell’entrata in azione dell’aviazione, il nome degli ufficiali e non solo. Infatti anche gli aerei erano veri Supermarine Spitfire dell’aviazione inglese e le stesse navi della marina (presenti in grandissime quantità in alcune scene del film) sono state adoperate durante la seconda guerra mondiale. Tutto questo ha reso il film ancora più intenso e ricco di dettagli sfuggenti ma coincidenti con la realtà dei fatti.

Nel complesso, Dunkirk è una fantastica pellicola, forse una delle migliori dirette da Cristopher Nolan. In essa ha dato dimostrazione delle sue incredibili abilità come regista. Va anche fatto notare che il regista ha preferito rendere Dunkirk un film bellico fuori dal comune, infatti per l’intera durata non ci si ritrova mai faccia a faccia col nemico, bensì egli prende le sembianze di un siluro, di una nave, di un aereo. Come se ciò non bastasse è anche da notare la completa assenza nel film di sangue e viscere, eppure la loro immagine si presenta in continuazione nella nostra mente per l’intera durata della pellicola. Tutti coloro che hanno apprezzato l’intensità e le varie caratteristiche del film dovrebbero ringraziare Nolan per aver reso una così terribile storia di sconfitta e sangue un autentico capolavoro.