“Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…”

Ed è con questo incipit che nel lontano 1977 ebbe inizio una leggenda che difficilmente morrà nella cultura popolare e nei cuori degli appassionati.
Star Wars viene considerato dall’autore Laurent Jullier come il primo esempio del cinema post-moderno in qualità di “film concerto“. Con questo termine si intende un tipo di film realizzato per suscitare emozioni nello spettatore avvalorandosi delle innovazioni tecnologiche, avvolgendolo nel visivo e nell’acustico (è stato il primo film ad usufruire del Dolby Surround). Trasmettere emozioni forti, non verbali, così è stato ed è ancora oggi. Se George Lucas non avesse proseguito con la trilogia originale (difatti in origine Star Wars era visto come un film stand-alone, poi ribattezzato Una Nuova Speranza), sicuramente il successo del film sarebbe vivo tutt’ora, ma mai in maniera massiccia come con tutti gli altri capitoli compresi.

Cos’è quindi che ha scatenato questo scalpore? Quale sarebbe l’ingrediente segreto che rende Una Nuova Speranza il successo che è stato? Similmente a quanto detto nello speciale dedicato al 30° anniversario di Ritorno al Futuro, la formula non è diversa. Di base la storia che porta avanti il film è la più semplice e tradizionale trama di sempre: salvare la principessa; solo che attorno ad essa è stato costruito un intero universo con le proprie credenze, miti e leggende. Lo spettatore viene costantemente posto di fronte a creazioni del film che ormai sono diventate iconiche: R2-D2 e C-3PO, il Millennium Falcon, i Jedi, Darth Vader ecc. In addizione alla storia, che col suo happy ending si assicura la gioia dello spettatore, sono elementi come questi ad aver reso il mix perfetto. Icone che sono rimasti nell’immaginario collettivo ed entrati a far parte della cultura pop sin da allora, tanto da formare dei fandom divenuti massivi nel corso degli anni. Basti pensare oggi all’importanza che gli viene riconosciuta all’interno delle comic-convention intorno al mondo. Costumi, rirpoduzioni in scala, cosplay, raduni indicano l’amore che i fan provano per questa saga leggendaria. Negli ultimi anni ci ha pensato la Disney ad influenzare la ri-brandizzazione del marchio data l’acquisizione, dunque (oltre ai nuovi film) la riproposizione dei film in televisione o in nuovi formati home video (come le steelbook blu-ray uscite recentemente).

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Eppure ciò non è abbastanza. Sicuramente in molti sono d’accordo nell’affermare che un capolavoro sia un film di cui si continua a parlare anche a svariati anni di distanza. In questa affermazione possiamo riscontrare le diatribe dovute al genere. Star Wars è fantascienza o fantasy? L’estetica suggerisce la prima, ma se scaviamo più a fondo la seconda comincia a scalciare. Citando Nostalgia Critic, Star Wars non è Science-Fiction, ma Science-Fantasy: ha molto più a che fare con, ad esempio, Il Signore degli Anelli piuttosto che Doctor Who. L’accostamento al genere fantascientifico, tuttavia, è bastato a metterlo in rivalità con l’altra saga fantascientifica più famosa al mondo: Star Trek. Paragone assolutamente superfluo: sono due cose totalmente diverse, al di là del format (seriale l’uno e cinematografico l’altro, anche se da entrambi sono derivati rispettivamente ulteriori media), ma le tematiche trattate sono tutt’altre. Mentre i film di Star Wars raccontano le vicende della guerra tra Impero e Ribelli con un’introspezione verso gli Skywalker, Star Trek è intento a raccontare i viaggi dell’astronave U.S.S. Enterprise con episodi auto-conclusivi in cui essenzialmente l’equipaggio viene posto ogni volta d’innanzi ad un fattore da risolvere e ciò che succede in un episodio raramente ha effetti nel successivo. Senza dubbio uno dei motivi per cui questo conflitto è iniziato è rappresentata dalla confusione generata dai titoli piuttosto confondibile da un pubblico esterno e le relative difese da parte di ciascun fandom.

Spesso ci si imbatte in creazioni simili che dimostrano quanto i due franchise siano rivali:

Che ci crediate o meno, Una Nuova Speranza non è nato da un’idea originale. Torniamo indietro al 1958, ossia all’uscita della nuova opera cinematografica del maestro giapponese Akira Kurosawa. Il film è “La Fortezza Nascosta” (Kakushi toride no san akunin) e racconta una storia assai simile: nel mezzo di una guerra nel Giappone feudale, Rokurota Makabe (interpretato dal magistrale Toshirō Mifune) deve portare in salvo in territorio neutrale la principessa Yuki, sedicenne ed erede al trono, insieme a una gran quantità d’oro per supportare la rivolta. Come se non bastasse, il film viene anche mostrato dal punto di vista di altri 2 personaggi secondari, Matakishi e Tahei, che assitono (non esattamente di loro buon grado) Makabe nella sua missione. I due sono considerabili l’elemento comico e in Star Wars sono riconducibili a R2-D2 e C-3PO. Lo stesso George Lucas ha confermato che il film giapponese è stato di grande influenza nella realizzazione di Una Nuova Speranza, ma non sono finite qui le fonti d’ispirazione.
Un altro elemento che è stato di grande fascino verso gli spettatori è il mistero che cela la natura della Forza. Questo, come anche altri dettagli nell’immaginario della saga, è dovuto dall’ influenza del romanzo Dune di Frank Herbert. Con molta probabilità anche l’idea di rendere Tatooine un pianeta desertico deriva da là. Non c’è da stupirsi, ogni opera ha le sue fonti d’ispirazione: se si fa un elenco su quante siano quelle di Matrix dei fratelli Wachoski potreste assai stupirvi.

Se prendiamo tutti e tre i film della Trilogia Originale (o Prima Trilogia, che dir si voglia), ci rendiamo conto che le loro caratteristiche (trama, sviluppo dei personaggi ecc.) li rendono quasi dei film stand-alone: ognuno ha un inizio e una conclusione e si possono guardare senza problemi anche senza aver visto necessariamente i precedenti (circa). Date le critiche verso Ep VII-Il Risveglio Della Forza concernenti le somiglianze a Una Nuova Speranza, occorre fare un appunto verso questa nuova Trilogia Sequel: ossia un difetto a livello di sceneggiatura. Contrariamente ai tre suddetti, Episodio VII ha un problema di base che speriamo non facciano più con gli altri due capitoli: cade vittima del “Questo lo spiegheremo dopo“. Nella trilogia Originale in ogni film ogni cosa che viene introdotta trova una sua soluzione e i fattori già introdotti venivano ampliati (l’identità di Darth Vader, per esempio), ma avevano già una spiegazione relativamente soddisfacente. Ep. VII è come se l’avessero scritto pensando “Uhm, si, questo lasciamolo in sospeso, quest’altro lo spiegheremo in un film successivo” eccetera. Purtroppo così facendo la sostanza rimane poca.

Tornando a Una Nuova Speranza, sarebbe superfluo dire nuovamente quanto sia bello, elogiarlo per i suoi effetti innovativi e su quanti premi abbia vinto rischiando di ripetere per l’ennesima volta cose già dette altre tremila volte. Con questo primo articolo di una serie dedicata al 40° Anniversario di Star Wars era intenzionato più a dare uno sguardo più dietro all’iconicità di una saga storica.
Col prossimo appuntamento andremo a rispolverare quello che è considerato a livello generale il migliore: L’Impero Colpisce Ancora.