fullmetal alchemist netflix

All’annuncio che Netflix avrebbe prodotto un film con attori in carne ed ossa (un cosiddetto live-action movie) tratto da Fullmetal Alchemist, lo ammettiamo, non facemmo i salti di gioia.
Si premette che, per quanto riguarda le aspettative, questa particolare pellicola non godeva di altissime aspettative da parte nostra. Soprattutto perché, come spesso accade, i film live-action tratti da un’opera animata giapponese non riescono a mantenere tutti gli standard stabiliti dalla serie stessa, finendo con il consegnare un prodotto che appare incompleto, snaturato e, ancora più spesso, dalle forti connotazioni trash.
Ciò accade a causa di un budget limitato, di un anime piuttosto difficile da rendere sul grande schermo con attori in carne ed ossa o semplicemente a causa di una regia non proprio d’autore ma nemmeno scolastica.

Dunque, per essere onesti, quando si parla di live-action tratti da anime, le pretese sono da mantenere particolarmente basse, soprattutto perché non è possibile mantenere la stessa profondità, lo stesso character development, la stessa empatia, le stesse tematiche e la stessa storia condensando ben 27 volumi, o 64 puntate da 20 minuti, in appena 2 ore di girato.

Pur essendo l’opera di Hiromou Arakawa piuttosto datata, si cercherà di evitare il più possibile lo spoiler.

Un dramma umano

La vicenda che prende luogo durante il film è grossomodo la stessa narrata attraverso i volumi del manga o la serie animata (N. B. La serie in questione è Fullmetal Alchemist: Brotherhood, ovvero la serie animata fedele al manga). Il dramma famigliare che colpisce i giovanissimi fratelli Alphonse Elric ed Edward Elric è lo stesso ma tutto ciò che fa da contraltare al tragico evento pare dissolversi nel nulla.
Ciò è normale poiché, come anticipato, non è possibile condensare tutta l’opera in sole due ore di film. Vengono a mancare personaggi principali come Pinako Rockbell che, anche se a livello di trama non sono mai stati eccessivamente rilevanti, ha fatto dispiacere non vedere all’interno del film. La stessa Winry Rockbell, l’amica di infanzia dei fratelli Elric, viene ridimensionata. Resta sempre il meccanico di automail (le protesi meccaniche che Edward utilizza per sopperire alla mancanza di braccio destro e gamba sinistra) ma tutta la profondità del personaggio, costruita in numerosi volumi del manga, viene a mancare. Gli antefatti della guerra di Ishval, la sua permanenza nella Rush Valley e la sua notevole caparbietà e forza, che nell’opera originale la elevano a figura che incarna la rivalsa femminile, risultano mancanti. Fa particolarmente storcere il naso, vedere come un personaggio veramente forte e deciso come Winry, venga ridotto ad una ragazzina che fa il meccanico e basta.
Ciò, assieme all’appiattimento dei due fratelli, rende decisamente più immatura e semplice, quasi infantile, la disgrazia che ha colto giovani Elric, donando, nell’insieme, una sensazione generale di finto e posticcio.

Ciò che ne risulta, sono dei personaggi molto più simili a dei fantocci che a ragazzi con una grossa responsabilità sulle spalle e orrori impressi nella memoria.
I due fratelli infrangono un tabù dell’alchimia pur di ripristinare lo status quo della famiglia. Tuttavia, anche questo passo della storia, il cardine di tutte le tematiche dell’opera, è trattato con fin troppa superficialità. L’alchimia è una scienza particolarmente complessa e la figura del padre Hoheneim, un grande esperto di alchimia nonché personaggio fondamentale per scovare ulteriore profondità nelle tematiche dell’opera di Arakawa, viene semplicemente citato all’inizio del film per giustificare il fatto che due bambini riescano a compiere una trasmutazione alchemica tanto audace quanto complessa, cosa che invece i due fratelli, nel manga, riescono a fare solo dopo essere stati addestrati severamente da Izumi Curtis, un’alchimista molto dotata e particolarmente rigida.

Anche tutte le altre vicende ricche di pathos, famose fra i fan per l’enorme carica emotiva, vengono appiattite e rese inconsistenti, specie per la durata del film, che, per forza di cose, deve mantenere un ritmo serrato per poter giungere alla fine.
Tutta l’empatia per personaggi come il Tenente Colonnello Maes Hughes, Nina e Alexander viene a mancare e ogni emozione che riusciva a tirar fuori l’opera originale, qui, non riesce a manifestarsi.

Amestris, il paese che non c’è

La natura stessa di Amestris è un elemento importantissimo per comprendere tutti i complotti all’interno della serie e, come previsto, vengono tutti per la maggior parte tagliati. Ogni elemento di worldbuilding presente all’interno dell’opera è, per forza di cose, ridimensionato al minimo. L’importantissima guerra di Ishval viene praticamente tolta dalla storia pregressa e con essa vengono messe da parte tutte le fondamentali tematiche trattate.
Le brutture del feroce conflitto armato, l’utilizzo degli alchimisti come armi umane che introduce la riflessione sul rapporto fra scienza e guerra, il sacrificio di un popolo intero per gli interessi di pochi e il razzismo vengono completamente cancellati assieme agli avvenimenti che aggiungevano caratterizzazione a personaggi che, adesso, appaiono quasi come comparse.
Scar, il monaco ishvaliano perennemente in collera con gli alchimisti, uno dei personaggi più profondi e tormentati della serie, nonché importanti, che vive la contraddizione sulla propria pelle ogni giorno, non viene inserito. Mancano all’appello numerosi personaggi fondamentali per la storia e per comprendere la situazione del paese di Amestris come gli Armstrong, i soldati di Briggs, i medici Rockbell, la Maestra Izumi Curtis, Kimblee, gli altri Homunculi, tutta la squadra operativa di Mustang, il Fuhrer e il Generale Grumman.

Molti elementi di lore e di ambientazione vengono sacrificati per far procedere una narrazione in cui non mancano ingenuità di sceneggiatura e diverse altre incoerenze. Il paese di Xing, Xerxes, l’Alchaestry, Drachma e tutti i massacri compiuti dal Fuhrer vengono ridimensionati e talvolta cancellati dal dizionario dei personaggi ma ciò, appunto, avviene perché il film deve proseguire, in un modo o nell’altro.

Anche il complotto che vede coinvolti gli Homunculi, esseri viventi artificiali, viene notevolmente ridimensionato, presentando solo i personaggi di Lust, Envy e Gluttony, anch’essi dotati di caratterizzazione approssimativa. La caratterizzazione degli Homunculi, tranne Envy, era già di non particolare spessore nell’opera originale ma adesso si rasenta la comparsata. 

Ottimi costumi e casting per gli Homunculi. Da destra: Gluttony, Lust ed Envy

Altre piccole imprecisioni

The show must go on è il motto di molte personalità dello spettacolo e pare che questo film faccia di questo motto la sua filosofia. Il film va avanti tralasciando cose fondamentali appartenenti all’opera originale e, repetita iuvant, il film non può naturalmente condensare la profondità di un’opera vasta come Fullmetal Alchemist in due ore di film.
Ciò va oltre alla pessima realizzazione tramite visual e special effects dei prodotti dell’alchimia o dell’armatura di Alphonse e va anche oltre all’assoluta noncuranza nei confronti dell’avvenimento che ha portato i due Fratelli a mettersi in viaggio. Ciò che accade quando i due sono bambini, si mischia con quanto accade quando sono più cresciuti, dando vita ad una scelta di regia che non mi sento proprio di condividere (per i dettagli consultare la sezione dedicata agli spoiler, ovvero la pagina seguente).

Gli attori sono tutti di origine giapponese per mantenere intatta l’identità orientale del prodotto… peccato che il setting della storia preveda una nazione di stampo fortemente occidentale, modellato grossomodo su un misto fra Germania e Gran Bretagna di inizio ‘900. I personaggi hanno tutti nomi britannici, o comunque che non rimandano alla cultura giapponese, e fa sorridere come dei personaggi di origini giapponesi vengano chiamati con nomi appartenenti ad altre culture. È vero che nessuno dei personaggi fa riferimento al fatto che possiede fattezze e tratti asiatici ma, di contro, la visione di insieme risulta particolarmente straniante.

Appare buffo, inoltre, sentire come il braccio destro di Edward, ovvero una protesi di metallo, produca suoni normalissimi come se fosse di carne ed ossa. Il rumore delle sue nocche sulle porte e il suo sbattere le mani sui tavoli producono lo stesso suono di una normalissima mano composta da ossa e muscoli che impatta contro un corpo di legno. Tuttavia, pur trattandosi di dettagli praticamente insignificanti, non aiutano al formarsi di una opinione positiva.

Lo vedete quel bel campanile? Ecco, in CGI si vede leggermente peggio

Meritano una menzione i costumi di scena, ben realizzati e curati nei dettagli. Purtroppo, quando si visiona questo genere di pellicole, si ha sempre l’idea di star guardando dei cosplayer che recitano, proprio perché si tratta di costumi non troppo curati o particolarmente bizzarri. Questa sensazione, con Fullmetal Alchemist, non trova spazio sia grazie alla buona fattura dei costumi di scena, sia grazie alla sobrietà dell’autrice, che non ha voluto esagerare nell’estetica dei personaggi. Anche le location scelte come sfondo per il film sono particolarmente belle e azzeccate e, non a caso, si tratta delle strade e dei dintorni della nostra meravigliosa Volterra, una città dotata di un’ atmosfera particolarmente adatta all’ambientazione di carattere storico di Fullmetal Alchemist.

I visual effects sono stati realizzati alla meglio. Ad essere onesti, in alcune sequenze risultano decisamente efficaci mentre in altre decisamente meno. Tuttavia, alcune scene rimangono molto fedeli, o comunque interpretate ottimamente, grazie ad una CGI che riesce a non far storcere il naso.

“Trasmutare” la pellicola

Non mi riferisco alla qualità discutibile degli effetti visivi e speciali o ai difetti di scrittura ma, e ancora una volta tocca ripeterlo, al fatto che non è possibile condensare l’immensità del mondo costruito dall’autrice di Fullmetal Alchemist in un paio d’ore. Il risultato è questo: una storia mutilata, che tenta di dare lo stesso feeling dell’opera originale ma che fallisce in ogni intento. Si tratta di un film pretenzioso e che tenta di raccontare la stessa storia peccando di superficialità. Ciò può risultare poco agli occhi di molti ma per quanto riguarda Fullmetal Alchemist è un errore da non commettere. Si tratta di uno dei manga del genere shōnen più influenti dello scorso decennio, acclamato sia dalla critica che dal pubblico, e che ha ricevuto meritatissima fama proprio grazie ai suoi personaggi costantemente in contraddizione, in perenne crescita e sviluppo, dalle mille sfaccettature e dotati di una caratterizzazione costruita in maniera lenta ma sapiente durante tutto l’arco della storia. Non sono da trascurare le innumerevoli tematiche toccate dall’opera originale, anzi, sono ciò che conferisce maggior valore all’opera originale di Arakawa ma, in questo film, non se ne vede l’ombra.

Ogni volta che ci siamo trovati a dire “non è possibile adattare 27 volumi, o 60 puntate, in due ore di film” ci si trova davanti al fatto che proprio a causa dell’enorme mole di contenuti e tematiche molto mature dell’opera originale, non è possibile creare un’opera cinematografica individuale come questa in maniera dignitosa. In sintesi, a causa di questa molte di contenuti e tematiche, il film non dovrebbe esistere o, quanto meno, doveva essere parte di una trilogia o, volendo essere esigenti, un’esalogia. L’ideale sarebbe stato applicare la stessa scelta di Takashi Miike per i film live action di “Le Bizzarre Avventure di Jojo: Diamond is Unbreakable”, ovvero modificare sì l’opera originale, ma con criterio, senza snaturare eccessivamente la fonte e, soprattutto, prevedendo l’esistenza di un seguito per evitare il taglio di troppe parti importanti.

PRO CONTRO
  • Costumi ben realizzati
  • Location azzeccata
  • Alcune sequenze sono rese ottimamente
  • Troppi tagli
  • Personaggi snaturati, ridmensionati o mancanti
  • Visual e special effects non al top
  • Buchi di sceneggiatura e incoerenze
  • Troppo materiale da condensare in un unico film

 

Ora, per chi volesse continuare con un commento più tecnico può consultare la pagina successiva dove è presente la parte in cui vengono fatti alcuni spoiler.