DuckTalesIl 18 Settembre 1987, esattamente trent’anni fa, faceva il suo esordio la terza serie episodica creata dalla The Walt Disney Company, per il solo mercato televisivo: Ducktales (in italiano tradotto come DuckTales – Avventure di paperi).
In 100 episodi e tre anni di messa in onda, il format televisivo si poneva l’obiettivo di mettere in scena le avventure di Zio Paperone (Scrooge McDuck) e di delinearne maggiormente il suo carattere, rendendolo meno rigido e rude di come fosse rappresentato in quegli anni nelle tavole americane disegnate dall’immortale Carl Barks. Precedentemente, in Italia il carattere di Paperone era già stata ampiamente limato dai disegnatori nostrani per motivi che, forse, vi illustreremo in una monografia tutta dedicata allo Zio più ricco di Paperopoli. Per raggiungere questo traguardo, fu creato ad hoc un impianto narrativo ricco di comprimari, noti e inediti, che affiancassero Paperone nelle sue imprese e ne mostrassero le varie sfaccettature del suo carattere assieme ai frammenti di un passato che, prima dell’avvento dell’Opera Omnia di Don Rosa, era solo vagamente abbozzato dagli autori dell’epoca. Questo mix vincente di fattori, unito a una formula episodica quasi sempre auto-conclusiva, portò DuckTales a essere un incredibile successo di pubblico e critica, che vi consigliamo di approfondire per poter godere appieno delle diversità presenti in questo reboot, trasmesso lo scorso 12 Agosto da Disney XD e che ora andremo ad approfondire.

DuckTales trent’anni dopo.

Fin dal suo reveal ufficiale, il 25 febbraio 2015, il reboot di DuckTales ha generato nel pubblico e nella critica una incredibile curiosità, costellata da un infinità di dubbi sulla buona riuscita dell’operazione. La direzione artistica precedentemente intrapresa dalla Disney, è stata responsabile di quellel serie episodiche e i ricordi dello spin-off Quack Pack, datato 1996 e dal vago sapore di sequel mal riuscito. Di conseguenza, queste esperienze non spingevano di certo i fan a essere pienamente fiduciosi verso DuckTales, specialmente dopo il rilascio di alcuni corti umoristici che, per quanto ben confezionati, non trasmettevano del tutto lo spirito della serie originale. D’altronde la scommessa degli autori non era delle più facili, trent’anni sono tanti e, con la cultura POP in continua evoluzione, reinventare una formula che risultò vincente agli albori degli anni ’90 senza renderla vetusta o poco convincente non è affatto impresa da poco.

Eppure, trailer dopo trailer e reveal dopo reveal, il progetto DuckTales prese sempre più forma agli occhi dei fan, diradando molti dei dubbi iniziali e mostrando chiaramente l’idea di ricreare un universo espanso e in continua evoluzione come fu quello creato nel 1987. Inoltre,  si notava l’intenzione di andare oltre ai corti episodici rilasciati da Disney XD e contro la serie a fumetti attualmente in corso sul suolo americano ed edita dalla IDW.
Il reboot di DuckTales ha effettuato il suo debutto lo scorso 12 Agosto con un episodio pilota che in 43 minuti scarsi ha superato di gran lunga le nostre aspettative.

DuckTales
Zio Paperone è tornato!

DuckTales: Woo-oo!

La brezza marina, che soffia dolcemente sulla sequenza introduttiva dell’episodio, ci fa notare immediatamente uno stile grafico dai disegni minimali e simili al reboot dedicato ai “Corti di Topolino” nel 2013. Una scelta che stacca i ponti con il passato e catapulta la serie nel nuovo millennio preservandone alcuni elementi distintivi.
Il titolo del Pilot, infatti, oltre ad essere una evidente citazione allo storico brano di Mark Mueller, esprime chiaramente l’essenza dei due episodi trasmessi. Tutti i fattori che resero DuckTales un successo sono presenti in questo reboot, sapientemente alleggeriti dagli elementi che risulterebbero troppo ancorati alla cultura degli anni ’90 e con una evidente marcia in più data dalla moltitudine di citazioni dalle opere più importanti di Carl Barks e Don Rosa e dall’inserimento di alcune novità importanti. Tra queste, la prima su tutte è proprio l’aggiunta di Paperino, assente ingiustificato nella serie originale.
Nel 1947, Carl Barks presentò al mondo Zio Paperone in tutta la sua crudezza e solitudine con la storia “Paperino e il Natale a Monte Orso” (Christmas on Bear Mountain). Nel 1994, Don Rosa si ricollegò a quel percorso narrativo per la sua “Il Papero più ricco del Mondo” (The Richest Duck in the World) che, con riferimenti ad altre grandi opere come Quarto Potere, faceva quadrare il cerchio della vita di Paperone concludendo la celeberrima “Saga di Paperon De Paperoni“. In quelle tavole, i lettori, conobbero appunto un papero solo e annoiato, raggrinzito dall’età ma soprattutto dalla solitudine. Nessun contatto con Paperino o con altri membri della sua famiglia e la sola compagnia dei ricordi di una vita avventurosa ed emozionante che lo ha reso, infine, una leggenda. Oh, e ricco. Molto ricco.

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Le gioie di essere il papero più ricco del Mondo

Nel 2017 gli autori di DuckTales ci propongono un Paperon De Paperoni che siede tra le ombre del suo ufficio, circondato soltanto dai suoi contabili e dalle scartoffie. Dal lato opposto, un Paperino canonicamente goffo e disoccupato, si prepara a incontrarlo per la prima volta dopo molti anni per affidargli i nipotini prima di un colloquio di lavoro. Pur differendo ancora sensibilmente dal materiale originale del 1987, assistiamo a una modernizzazione dei nostri paperi e dei loro moventi, un cambiamento che poggia le basi sulle origini di Zio Paperone create dai suoi autori più celebrati e famosi e che si rivela un elemento positivo e vincente per tutta l’opera.
Senza addentrarci troppo nei meandri della trama, onde evitarvi spiacevoli spoiler, possiamo dirvi che l’intero Pilot è solido e ben confezionato. Seppur i temi portanti dei due episodi siano auto-conclusivi, sparsi all’interno della trama ci vengono mostrati degli elementi che compongono una timeline più ampia e che, oltre a collegare i futuri episodi, si pongono l’obiettivo di rivelare i segreti del passato della famiglia dei Paperi, ripensato appositamente per questo reboot. Il tutto viene amalgamato da un tripudio di citazioni, rispettose dello spirito originale di Carl Barks e all’immaginario delle tavole di Don Rosa. Vi assicuriamo che vedere un Paperino alle prese con i tre nipotini e che non parla al suo ricco zio da ormai molti anni dopo il termine delle loro emozionanti avventure, toccherà emotivamente quella fetta di pubblico cresciuta con le vecchie storie di stampo americano.
Se ai suoi tempi la prima, storica serie di DuckTales non riusciva a dimostrare il coraggio delle opere fumettistiche da cui traeva ispirazione, la sua incarnazione contemporanea raggiunge lo scopo pienamente. In soli 43 minuti, Zio Paperone e famiglia ritrovano quel dinamismo, quella maturità e quella spinta narrativa che, per motivi di target, la serie animata del 1987 non era riuscita a presentare. I nostri paperi saranno infatti molto più verosimili e dal tono più maturo, e alcune frasi di Paperone come “FAMILY IS NOTHING BUT TROUBLE!” e “EVERYBODY OUT!”, riporteranno alla mente dei più i motivi che hanno consegnato e condannato l’avventuriero a molti anni di solitudine. Ma non c’è da temere poiché in queste aspre affermazioni si cela la morte e il seme della rinascita dello spirito d’avventura del “vecchio conio”.
In conclusione, contrariamente a tutti i dubbi che aveva fatto scaturire al momento del reveal, la nuova serie di DuckTales debutta nel 2017 priva della linearità della sua forma precedente, in favore di una narrativa più curata, armoniosa, dettagliata e soprattutto matura.

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I riferimenti a quel “buono-per le oche” di Gastone, a Ortensia e a Quackmore, faranno la gioia dei fan di Don Rosa.

Il futuro di DuckTales

DuckTales, nei suoi primi due episodi, si è dimostrato coraggioso, ben ragionato e auto-celebrativo al punto giusto. Alcuni dei personaggi iconici della prima, indimenticabile, serie sono tutti presenti, ridisegnati e reinterpretati il giusto da essere funzionali alla storia narrata. Inoltre, il pizzico di maturità mostrata si sposa bene con un format che, se manterrà l’ottimo standard di questo Pilot, potrà far breccia nei cuori dei fan vecchi e nuovi delle avventure dei paperi. Le ultime dichiarazioni da parte degli autori parlano di un inserimento costante di personaggi vecchi e nuovi e la ferma volontà di estendere l’universo di DuckTales ad altri media quali fumetti, lungometraggi e videogiochi, tutti interconnessi tra loro e attualmente in via di sviluppo.
DuckTalesLe nuove versioni di Fenton Paperconchiglia (Fenton Crackshell), Gastone (Gladstone Gander) e Doretta Doremì (Goldie O’Glit) sono davvero accattivanti e aprono a potenziali sviluppi narrativi davvero interessanti, anche se la curiosità più grande rimane scoprire come verrà inserito il cameo di Darkwing Duck all’interno di una story line che si spera non deluda e mantenga quel giusto bilanciamento visto finora. Con molta probabilità, “il terrore che svolazza nella notte”, comparirà all’interno dello show in maniera analoga al fumetto del 2010 “DuckTales Meets Darkwing Duck – Dangerous Currency“.

Aspettare il 23 Settembre, data di uscita ufficiale della prima delle due stagioni previste, diventa sempre più difficile.

DuckTales
Una rappresentazione della nostra reazione nello scoprire quando usciranno i prossimi episodi di DuckTales!