Premessa del redattore. Scrivere questo articolo non sarà facile. Non tanto per la complessità dell’argomento in sé, ma piuttosto per tutto ciò che ruota attorno ad esso. Se avessero sparato in faccia al presidente non ci sarebbe stato lo stesso livello di scalpore suscitato da questa quarta stagione di Sherlock [cit.]. La presente recensione non sarà in alcun modo affetta dalla morbosità della JohnLock (sostengo che le ship siano la rovina del medium audiovisivo), ergo se ciò che leggerete non sarà di vostro gradimento sotto codesto aspetto, vi invito a non scannarvi. In secundis, i ragionamenti che scriverò saranno dovuti al fatto che non sono un maniaco di Sherlock. La ritengo una serie molto valida ma pur non essendo tra le mie preferite la giudicherò da spettatore razionale. Buona lettura.

La BBC ha finalmente trasmesso l’attesissima quarta stagione di Sherlock dopo svariati anni di attesa. Sicuramente una delle cause di questo ritardo, e che a quanto pare molti ignorano, è che Steven Moffat, oltre ad essere showrunner di questa serie, lo è anche di Doctor Who dal 2010 a questa parte. Occuparsi, dunque, di due delle più celebri serie televisive in tutta la Gran Bretagna non è cosa da poco. La fatidica stagione è  ormai arrivata. Come l’ha presa il pubblico tanto in fervore dall’attesa? Eeeeeeeeeeehhhh.
La prima cosa che è risaltata sul web è negativa: gli utenti giudicavano singolarmente ogni episodio senza sapere che determinati fattori avrebbero potuto essere coinvolti nell’episodio successivo o che comunque a conti fatti avrebbe avuto un ruolo decisivo. Non è un fattore positivo. Se poi aggiungiamo che la prima puntata, la più debole, non è stata presa bene per altri fattori il riscontro è stato davvero mediocre. Andiamo perciò ad analizzare le singole puntate di questa stagione.

  1. The Six Thatchers. 

Come già menzionato, si tratta dell’episodio più fiacco del trio, ma allo stesso tempo era una puntata necessaria. Necessaria nel senso che prima o poi ci saremmo dovuti aspettare un episodio incentrato sul passato di Mary, fino ad ora tenuto all’oscuro. Pur la storia in sé e per sé non essendo di chissà quale grandiosità, la puntata ha subito critiche dai fan per altri fattori. Per buona parte della prima metà della puntata il comportamento di Sherlock stesso è stato decisamente sopra le righe. Sembrava che Benedict Cumberbatch non stesse impersonando il detective, ma il Dottore di Matt Smith dalla sua era in Doctor Who o persino Dirk Gently nella recente trasposizione. Non esattamente ciò che ci aspettavamo per questo atteso ritorno, diciamo. Come se avessero dovuto scaldarci per poter tornare in auge, ma francamente non c’era il bisogno di mostrarci scene continue in cui Sherlock twitta ogni 3×2 i suoi casi rendendo la situazione totalmente inopportuna.

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“I feel AMAAAZIIIIIIIIING!!!”

Oltre al montaggio e all’utilizzo dei soliti effetti visivi in CGI (stavolta utilizzati in maniera esagerata in determinate scene), l’altro elemento che è stato criticato maggiormente è stato Watson (Martin Freeman) e il suo comportamento durante tutta la puntata. In particolar modo, quando scopriamo che “chatta” di nascosto con una ragazza piuttosto affascinante incontrata sul bus un pomeriggio. Un padre di famiglia non dovrebbe minimamente azzardarsi a fare una cosa del genere, è vero. Noi però non sappiamo con precisione quanto tempo sia trascorso dallo speciale The Abomineble Bride, quindi non siamo a conoscenza di quali trascorsi ci siano potuti essere tra lui e Mary. Certo, lui le ha giurato amore nonostante tutti i sotterfugi concernenti il passato di lei, ma ci hanno mostrato una cosa del genere per ricordarci che sono esseri umani anche loro. Le persone cambiano e può benissimo succedere una cosa del genere. Che poi l’incontro tra Watson e la ragazza sia stato un po’ forzato è perché poi andremo a scoprire essere parte del piano di Eurus. I fan non hanno minimamente pensato che avrebbe potuto essere sviluppato più in là.

Sin dai trailer sapevamo che sarebbe morto qualcuno. C’è chi ipotizzava sarebbe toccato a Mycroft (Mark Gatiss) o chi persino alla Mrs Hudson (meno probabile), tuttavia dovevamo invece aspettarci la dipartita della stessa Mary. Il problema è che avviene col climax della poco interessante storia di AMMO e dell”AGRA concernenti un colpo di stato. La scena della morte di Mary è peggiorata da due elementi: la ripresa “in soggettiva” del proiettile a ralenty ritoccata al computer, e la cosa si vede anche troppo, che rovina la dinamica del tutto. Avrebbero semplicemente potuto utilizzare altri metodi di montaggio per rendere la cosa ancora più reale. Il secondo elemento (forse sono pignolo io ndr.) è stata la reazione di Watson. Nel complesso ci può anche stare che assistere alla morte della propria amata provochi un crollo emotivo e che sul momento punti il dito contro Sherlock (altra lamentela dei fan); se poi consideriamo anche i sensi di colpa riguardo ai messaggi con la ragazza e al fatto che ha trascurato la sua famiglia, il crollo sul momento è inevitabile. La cosa che ha danneggiato la situazione sono state le “””urla””” di lui. Non sembravano urla di dolore, ma piuttosto urla da disturbi intestinali. Ripeto, forse sono pignolo io (ndr.). Pur non essendo Sherlock colui che ha premuto il grilletto, a John appare comunque che lui non abbia potuto fare nulla per Mary (sì, anche se è stata lei a sacrificarsi, ma lui non ha assistito alla scena) e ciò lo rende responsabile della sua morte; ergo, a causa dell’assenza di lucidità del momento, il fatto che abbia incolpato l’amico come responsabile torna piuttosto normale. Sopratutto se poi, dalla psicanalista, Watson stesso ammette di non incolparlo.

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Un inizio un po’ fiacco per una stagione attesissima. Un episodio che ha gettato troppa carne al fuoco e che pretende di essere ciò che non è.

           2. The Lying Detective

Solitamente nell’arco di tre puntate la seconda tende ad essere un filler con l’intento di aprire la strada al finale di stagione. Signori, questo è stato un SIGNOR filler. Il personaggio di Toby Jones era quello che mi incuriosiva più di tutto il resto (ndr.). Attore attivo già a livello internazionale, in questa puntata si è rivelato davvero un mostro di bravura. Pur interpretando un personaggio radicalmente differente dalla controparte cartacea (ormai ci siamo abituati a questo genere di cambiamenti), l’ansia e la tensione che è riuscito a trasmettere in ogni scena è da lodare. Pur nascondendosi in piena vista grazie alla sua natura di personaggio famoso, lui ammette con intento di negazione di essere un serial killer: anche se venisse accusato sarebbe comunque intoccabile (proprio come dice nell’esempio con la regina), rendendo la scena dell’ospedale in mezzo ai bambini una delizia. Culverton Smith nei romanzi  di Conan Doyle è un esperto di veleni e se la scena del tentato omicidio di Sherlock fosse stata eseguita con avvelenamento piuttosto che con strangolamento la cosa sarebbe stata ancora più subdola ed efficace. Tuttavia la cosa rimane assolutamente godibile.

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La scena dell’obitorio con la sua risata è da applausi

Nella trama generale, oltre alla riconciliazione tra Sherlock e Watson (con aiuto del dvd postumo di Mary), vediamo quest’ultimo fare i conti con la morte della sua amata. Lei viene mostrata sotto forma di proiezione mentale, un metodo efficacissimo per sfruttare ancora il personaggio sotto un’altra luce: quella non è la vera Mary ergo non si comporta come tale, ma come il subconscio di John la fa apparire. La scena finale in cui lui confessa tutto e il relativo abbraccio tra i due è da commozione.

Detto ciò, è ora di parlare del personaggio chiave della serie: Eurus Holmes. In questo episodio infatti scopriamo che lei è la sorella degli Holmes, tenuta nascosta, ed era lei sia la ragazza sul bus nella prima puntata, sia la psicologa di Watson, sia la ragazza presentatasi al 221B di Baker Street impersonando la figlia di Culverton Smith. I più attenti hanno notato la poca somiglianza che c’è tra la vera figlia mostrata ad inizio episodio e Eurus camuffata, ma hanno giocato sul fatto di non mostrarla benissimo in volto nella scena iniziale. La cosa ha funzionato a dovere. L’unica lamentela espressa dai fan è stata sul come sia possibile che Sherlock non abbia potuto riconoscere sua sorella. Ancora critiche senza aver visto il quadro completo: è come quando una persona sta facendo un disegno e tutti attorno lo commentano senza ancora averlo visto completamente finito.

Puntata ottima, tra le migliori di tutta la serie televisiva.

           3. The Final Problem

Nonostante il titolo alluda alla versione originale del romanzo “L’Ultima Avventura”, in cui viene introdotto il professor Moriarty e in cui è presente la celebre lotta alle cascate di Reichenbach, anche stavolta la puntata c’entra poco e niente. Tutta la puntata si focalizza sul ruolo di Eurus e su come il “Miss Me?” di Jim Moriarty non sia altro che parte del suo piano. Era stata confermata la presenza di Andrew Scott sul set, ma che avesse un ruolo in tutto ciò non era tra le aspettative del pubblico. Il personaggio è morto e questa ne ancora una prova, ma c’era l’ipotesi che vedeva qualcun altro adoperare il suo master plan. Il volgere degli eventi volevano che dietro ci fosse la stessa Eurus, ma invece scopriamo che è esattamente il contrario: lei si è servita di lui.

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La puntata vede moltissimi riferimenti a film horror quali The Ring (l’aspetto di Eurus è simile a quello di Samara), Saw ecc. Forzati ad andare avanti in una serie di sfide le cui regole sono dettate proprio da lei a capo dell’intera struttura Sherrinford (nelle opere è il nome del presupposto terzo fratello Holmes), Sherlock, Mycroft e Watson in questa puntata vengono totalmente destrutturati e il loro lato umano viene fuori più che mai e sopratutto il loro passato familiare vede la luce. La cosa è assai gradevole, anche perché finalmente abbiamo più screentime di Mycroft (apprezzato da buona fetta di pubblico), che finora non si era visto così tanto come stavolta. La pressione psicologica è il fattore domninante: non vengono messi alla prova solo sulle loro capacità deduttive, ma anche sull’ambito morale e emotivo (l’esperimento su Molly). A quanto appare su internet, il personaggio di Eurus però è stato frainteso da molti utenti e così il suo piano. Lei non cerca amore perché era ignorata o non amata (com’è tipico del secondo figlio, secondo Watson), lei voleva un compagno di giochi. Da bambina lei ha sempre preferito Sherlock a Mycroft perché si sentiva più vicina a lui per via dell’età (un anno di differenza) e vedeva in lui un compagno di giochi. Quando però Barbarossa (Victor) è intervenuto come migliore amico di Sherlock, lei ha fatto la cosa più naturale che potesse venire in mente ad un bambino: lo ha privato del suo compagno di giochi. La sua crescita è stata poi influenzata dalla reclusione allo Sherrinford e di conseguenza non è cresciuta normalmente. Ergo, la lamentela secondo cui Eurus non segue un filo logico crolla subito: una bambina con un QI elevatissimo (forse anche più di Sherlock e Mycroft) che ha subito tutti questi traumi e non ha ricevuto una crescita regolare non si comporterà mai in modo logico.

Inoltre, lo scopo del suo piano è anche a livello di sperimentazione personale: cambia qualcosa (emotivamente) se si uccide un innocente o un colpevole? No, stessa sensazione, ma ancora lei non segue una condotta logica, ergo noi spettatori non possiamo decidere per lei cosa sia giusto o sia sbagliato dal suo punto di vista. Un’altra lamentela riguarda la risoluzione dell’aereo. Non c’è nulla da risolvere: l’aereo che precipita è il palazzo mentale di Eurus. Come ce l’hanno Sherlock e Mycroft, così ce l’ha anche lei. Il fatto che durante le prove si senta la voce della bambina che viene aiutata da Holmes in “”tempo reale”” (se l’aereo sta precipitando, quando Sherlock è svenuto quante ore possono essere passate? Non dovrebbe essere già precipitato?) è ancora più semplice: la bambina è Eurus. Quando Sherlock la trova nella sua stanza a fine puntata (vi consiglio di riguardarla), lei pronuncia qualche frase con la voce da bambina. Di conseguenza, quando a Sherrinford lei spegne il monitor per far parlare Sherlock con la bambina, è sempre lei a parlare tramite telefono. Già prima abbiamo visto che può modificare la voce grazie a dei modulatori (così ha ingannato Sherlock), quindi le scene sull’aereo non sono altro che delle riprese ambientate all’interno del suo palazzo mentale.

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Per quanto riguarda altri 3 elementi criticati:

-La scena della casa che esplode: anche se non ci viene detto quanto tempo passi tra l’esplosione e l’arrivo a Sherrinford, si tratta pur sempre del primo piano, è difficile riportare ferite gravi cadendo da una tale altezza. Magari in quel lasso di tempo hanno avuto modo di curarsi o anche no.

-Il salvataggio di Watson dal pozzo: vediamo che Watson è incatenato al fondo del pozzo e il livello dell’acqua sale gradualmente. Alla fine arriva la polizia (il faro che vediamo sono loro) e quella che vediamo è una cima gettata apposta da loro per poter scendere e liberare Watson dalle catene.

-Che fine ha fatto Mycroft? Come dice Greg Lestrade, hanno trovato anche lui: si trovava semplicemente in un’altra cella.

Sono cose a cui ci si può arrivare con un minimo di ragionamento, anche se non ce lo fanno vedere. L’unica cosa che non saprei giustificare è la scenata dello sparo verso Watson a fine 4×02 e giustificare il tutto con “era solo un tranquillante”. Certo, questa puntata richiede anche sospensione dell’incredulità, ma in una serie del genere il realismo non è sempre all’ordine del giorno. La cosa però che più colpisce è il fatto che vengano fatti notare errori del genere quando nella 3×01 non ci viene detto come ha fatto Sherlock a salvarsi dal finale della seconda stagione dopo ben 2 anni di attesa. Se vogliamo guardare il pelo nell’uovo, sin dalla prima stagione ci sono degli svarioni simili (Moffat e Gatiss sono ormai degli esperti, sopratutto con Doctor Who).

In conclusione, la quarta stagione di Sherlock è stata così grave? No, onestamente la terza stagione rimane il punto più basso della serie. Anche se fare una puntata più bella dell’altra è impossibile, in questa stagione soltanto la prima puntata è poco degna di nota pur non essendo tra le peggiori in assoluto. Il finale di questa stagione può essere inteso come finale in senso assoluto: la serie può anche concludere qui. Poi magari in futuro vedremo ancora avventure di Sherlock e Watson, ma come più volte è stato dimostrato con le serie TV, è meglio concludere il tutto con un buon risultato piuttosto che continuare a sfruttare la gallina dalle uova d’oro finché non muore di vecchiaia.