Era il lontano 2006 quando Blizzard annunciò di voler proiettare sul grande schermo la trasposizione della celebre saga nata alla fine del 1993, quando una guerra senza precedenti avrebbe visto due razze a confronto, ognuna con i propri principi e le proprie debolezze. Warcraft si affacciò così al mondo dei videogiocatori, in versione strategica, dove il tempo stesso era la chiave stessa per la vittoria. Orcs & Humans rappresentava solo il primo capitolo di quella che in futuro sarebbe stata l’evoluzione del conflitto, donando all’ambiente videoludico l’opportunità di conoscere un percorso arrivato fino ai giorni nostri.
Dato l’enorme successo dell’RTS (Real Time Strategy), Blizzard si concentrò sul prosieguo della trama, sfornando altri due capitoli collegati tra loro, in modo che il videogiocatore potesse ampliare le proprie conoscenze tramite la narrazione ed il profondo legame che portava un genere d’intrattenimento a fondersi con la letteratura. Nacque così un novo universo, complice l’espandersi degli intrecci raccontati, come involucro per le gesta degli eroi. Utilizzando le più moderne evoluzioni tecnologiche, tutto il mondo narrato dai tre videogiochi (con l’aggiunta delle espansioni) e dai romanzi si unì, dando vita a quell’esperienza che tutt’oggi anima ancora i cuori degli appassionati: World of Warcraft. In verità, due anni dopo la nascita di questo mondo virtuale, che ripercorre tutto il filo narrativo della saga, Legendary Pictures annunciò l’acquisizione dei diritti per produrre un film live-action basato su Warcraft.

Warcraft
Due popoli, un destino comune

Siamo giunti al momento tanto atteso e la guerra tra orchi e umani potrà essere vissuta osservando qualcosa di più vicino alla realtà che all’interazione. Dieci anni di attesa sono stati lunghi da poter digerire, però l’amore non si è affievolito, anzi è diventato ancor più grande quando osserviamo Durotan (Toby Kebbell che rivedremo nel prossimo Ben-Hur nei panni di Messala) nelle primissime fasi del film. Gli orchi sono alle prese con la sopravvivenza della propria casa, Draenor è sull’orlo del collasso e solo lo stregone Gul’dan (Daniel Wu) potrà salvare il suo popolo da una fine imminente. Riunendo tutto il suo popolo sotto un’unico agglomerato, avrà la facoltà di aprire un portale in grado di mettere in comunicazione due mondi paralleli, consentendo così all’Orda di creare un nuovo posto in cui vivere. Il prezzo però è troppo alto e grazie al sacrificio delle altre creature viventi, tenute prigioniere, potrà alimentare il potere del Vil, l’antico potere che consente di dar vita al varco. Il nuovo ambiente non è però privo di residenti; umani, nani, elfi e gnomi vivono in armonia, sotto il tetto di Azeroth, terra natia, ignari della coesistenza forzata che gli orchi vorrebbero instaurare. Durotan, capoclan dei Lupi Bianchi, dovrà usare tutto il suo carisma per proteggere la sua gente, compresi i suoi cari, affinché la sopravvivenza possa continuare. D’altro canto Anduin Lothar (il Travis Fimmel di The Experiment) dovrà difendere il suo popolo da una invasione giudicata in maniera ingiustificata, grazie all’aiuto di preziosi alleati, tra i quali la mezz’Orchessa Garona (Paula Patton).

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Durotan, capoclan dei Lupi Bianchi, oltre ad essere carismatico, risulta fedele alla caratterizzazione letteraria

Duncan Jones, regista del film, insieme a Charles Leavitt, ha l’arduo compito di scrivere la sceneggiatura di quel che fu la colonna portante nata oltre venti anni fa. Il risultato è fedele a quanto già vissuto in epoche antiche, con opportune modifiche per quanto riguarda lo svolgimento della trama. Il risultato è fedele alla saga originale, salvo appunto qualche libertà che consente una rielaborazione della storia. Tecnicamente parlando, Legendary/Universal si è avvalsa della collaborazione di una delle industrie più competenti per quanto riguarda la supervisione degli effetti visivi. La ILM (Industrial Light & Magic di Lucas) dà vita al mondo fantastico di Warcraft con una cura così maniacale da rievocare negli appassionati e nostalgici delle sensazioni ormai passate. La cura verso i particolari più piccoli è di livello altissimo, ma solo chi ama l’universo creato da Blizzard può goderne appieno, riconoscendo elementi che molto spesso finiscono con un sorriso di soddisfazione (come non poter riconoscere il posto dove risiede il gryphon flight master a Stormwind). Ciononostante, anche chi non ha mai vissuto le gesta di Durotan o Anduin può trovare nelle ambientazioni e l’intero comparto visivo un luogo dove poter sognare lontano dalla realtà. Riproporre sul grande schermo luoghi come Roccavento (Stormwind per i puristi), Dalaran (la città volante dei maghi) o Karazhan senz’altro susciteranno un tuffo nel passato nei cuori delle vecchie generazioni, ma al tempo stesso appagamento verso il neofita, curioso di affacciarsi in questo universo. Probabilmente un paio di sbavature saranno ben visibili agli occhi dei più maliziosi, dove l’uso del 3D ha limitato la corretta fusione tra il reale e la computer grafica.

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Orgrim Martelfato, amico fidato di Durotan, sarà sempre al fianco del suo clan

Come dice la parola stessa Warcraft L’Inizio è solo il punto di partenza che consentirà a tutti di poter assaporare l’intero universo creato da Blizzard, miscelando un fantasy con il mondo dei videogames (dove è nato), condito da una trama lineare e semplice, ma mai banale, con il gusto di affezionarsi a taluni personaggi presentati, sia in carne ed ossa che in CGI. L’uso spropositato degli effetti visivi (e sonori) sono solo il contorno di quello che rappresenta il concept stesso, dove la particolarità della vicenda è incentrata soprattutto sulla mentalità dei protagonisti, costringendo lo spettatore ad accettare talune motivazioni a discapito di altre. Le uniche pecche si limitano a qualche sbavatura tecnica, un uso di dettagli apprezzati solo da un determinato pubblico (via del tutto soggettiva) e al poco approfondimento di alcuni personaggi secondari (vista anche non eccessiva durata del film, dovuta alla caratura del prodotto, stimata comunque sulle due ore). In definitiva, Warcraft L’Inizio si è dimostrato un’ottima trasposizione cinematografica, adatta sia ai più appassionati (portando con sé molti elementi fanbase) che ai profani, dimostrando come un’idea nata nel lontano 1993 possa continuare a vivere anche nei giorni nostri, rimembrando che un solo orco non può uccide un mondo.