Non è un mistero: Destiny 2 ha vissuto mesi difficili sin dall’uscita. Il primo DLC (La maledizione di Osiride) non riuscì a invertire la tendenza, ragion per cui “La mente bellica” ha dovuto fare qualcosa in più, cercando di far vedere all’utenza che Bungie ha imboccato la direzione giusta. Ci è riuscita? In parte sì.

PIÙ LORE CHE STORIA

Partiamo dalla componente narrativa: le missioni storia di questo 2° DLC, come al solito per quanto riguarda le espansioni minori, non abbondano né in numero né in lunghezza. Alcuni personaggi, mi riferisco ad Ana Bray e Rasputin, riescono comunque ad avere un ruolo accettabile mentre altri, Xol e Nokris, sono relegati al ruolo di mere comparse; un peccato, soprattutto per quanto concerne la divinità larvale.
Se la narrazione rimane mediocre, la componente loristica risulta soddisfacente grazie alla presenze di diversi item che ci raccontano storie piuttosto interessanti, tra cui le vicende di Elsie Bray, e alla presenza dei terminali all’interno del nucleo di Rasputin e non solo. Attivando questi terminali ci viene offerto uno squarcio dell’Età dell’Oro e delle ricerche che veniva condotte a Clovis Bray, una chicca per gli appassionati dell’universo di Destiny.
Due parole sull’ambientazione: al di là del gusto personale -Marte può piacere come no- la nuova area di gioco risulta nettamente superiore a Mercurio sia come estensione sia per come viene sfruttata. Nella ricerca dei nodi, e non solo, siamo chiamati a esplorare ogni angolo del bacino di Hellas, apprezzando il lavoro svolto dal team di sviluppo. Ottima scelta.
In sintesi, La mente bellica offre più lore e ambientazione di gioco che storia, un passettino avanti nella giusta direzione.

AVANTI CON CALMA

Bungie l’aveva promesso: in questo DLC non si sarebbe saliti di potere rapidamente, ci sarebbe voluta pazienza. In effetti è così, praticamente nessun giocatore è arrivato al soft-cap (375) durante la prima settimana di gioco ragion per cui certe attività, quali Protocollo d’intensificazione livello 7 e la nuova Incursione, sono risultate piuttosto impegnative.
Come possiamo giudicare questa decisione di rallentare la crescita dei guardiani? Personalmente la reputo piuttosto azzeccata, uno dei problemi di Destiny 2 base era proprio quello di “livellare” troppo velocemente, accorciando così l’esperienza di gioco. La community si era espressamente lamentata di tutto ciò, ragion per cui Bungie ha scelto di farci andare avanti con calma. Con il passare del tempo sia il Protocollo che l’Incursione diverranno attività abbordabili, bisogna avere un po’ di pazienza.
Anche gli incarichi, ossia le quest, hanno risentito di questa filosofia basti pensare all’incarico che ci farà ottenere la Lancia di Polaris, l’arma di Ana Bray, che si articola su più settimane un po’ come le spade esotiche di Destiny.
Spero che questa linea di condotta venga mantenuta anche per la grande espansione di settembre che, sperando in un’abbondanza di contenuti, dovrà garantirci parecchie ore di gioco.

IL CROGIOLO E IL SISTEMA DI GRADI

Sia Destiny che Destiny 2 hanno sempre sofferto della mancanza di un sistema di “rank”e di classificazioni. I giocatori assidui del Crogiolo avevano richiesto a gran voce questa feature che, con La mente bellica, è finalmente arrivata insieme alla partite private, altre grandi assenti in D2.
Il sistema di classificazione, diverso tra partite libere e competitive, non risulta particolarmente innovativo e si basa su un criterio classico: se vinci sali di grado, se perdi prendi meno punti (libere) oppure perdi punti (competitive).
Al di là del funzionamento, Bungie ha dovuto predisporre delle ricompense per coloro che intendono risalire la china fino al grado più alto. Tali ricompense, oltre agli immancabili emblemi, sono armi e, nel dettaglio, un’arma: lo spadone di Redrix. Questo fucile a impulsi, e relativo decoro, è stato ideato per essere l’arma dei più meritevoli dato che si ottiene primeggiando nelle competitive.
Per quanto mi riguarda, presupponendo che io non sono un grande appassionato del Crogiolo, reputo questo sistema di rank un po’ scialbo, il minimo indispensabile per introdurre una feature che poteva essere studiata meglio.
Lascio, quindi, la parola agli utenti appassionati di PvP: vi piace il sistema di rank di Destiny 2?

BENE MA NON BENISSIMO

Chiudiamo l’uroboro testuale e torniamo al titolo con cui ho aperto questo articolo di riflessione a metà strada tra recensione e mero parere. La mente bellica appare come un buon DLC che lascia una sensazione piacevole e mi spinge ad avere una dose maggiore di fiducia in Bungie in attesa del “Re dei Corrotti 2.0” che attendiamo tutti in uscita a settembre.
Insomma, bene ma non benissimo perché comunque si poteva fare qualcosa in più ma, in generale, questo 2° DLC se la cava bene segnando un netto passo avanti rispetto al suo predecessore.
Se dovessi esprimere una valutazione numerica attribuirei un 8/10 a questo DLC.

Come giudicate La mente bellica? Siete soddisfatti dal lavoro svolto da Bungie?